Le Famiglie Sospese di Milano hanno occupato il cantiere di via Baldinucci 46, uno degli interventi residenziali rimasti incompiuti in città. Il comitato annuncia che, a partire da domenica 8 novembre, organizzerà una veglia ogni notte dalle 22 alle 2, fino al rilascio di almeno un titolo edilizio da parte dell’Amministrazione comunale.
L’iniziativa è stata comunicata durante l’occupazione, accompagnata da un pranzo organizzato all’interno dell’area. Il luogo, destinato a diventare una casa per alcune delle famiglie coinvolte, oggi si presenta come uno scheletro edilizio degradato. Secondo il comitato, il cantiere di Baldinucci 46 è uno dei numerosi interventi bloccati nel quadro dello stallo che riguarda l’urbanistica milanese.
La richiesta al Comune
Al centro della protesta c’è l’impegno attribuito al sindaco Giuseppe Sala. Il 6 gennaio 2026, a margine della Befana del clochard, il primo cittadino avrebbe dichiarato che l’Amministrazione stava lavorando per individuare una soluzione al problema delle famiglie sospese. Il comitato sottolinea che, dopo 305 giorni, nessun titolo edilizio risulta rilasciato e sostiene che le difficoltà per le persone coinvolte siano aumentate.
“Ci sentiamo presi in giro”, ha dichiarato Filippo Maria Borsellino, portavoce del comitato. La richiesta è il rilascio di almeno uno dei titoli indicati dagli stessi uffici comunali come più vicini alla conclusione dell’iter. Nell’elenco figurano Le Altane di Lambrate, Baldinucci 46, Cohabitat Udine, Le Residenze di via Crespi 28, Frigia 7, La Goccia, LAC, Ornato 78, Papiniano 48, Petitti 15, Le Residenze di via G. Ripamonti 248, Savona 105, Scalo House e Taggia.
Il contesto dei cantieri fermi
Tra gli interventi citati ci sono anche progetti di edilizia cooperativa, per i quali alcuni soci attenderebbero da anni la disponibilità di abitazioni già parzialmente pagate. Durante le veglie, aperte alla partecipazione della cittadinanza, il comitato intende discutere le storie personali e le conseguenze del blocco sui nuclei familiari.
Le Famiglie Sospese collegano la situazione anche al più ampio contenzioso sull’urbanistica milanese. Il comitato afferma che otto sentenze su otto avrebbero dato torto alla Procura, nonostante la prosecuzione dei ricorsi, e attribuisce alle istituzioni una responsabilità nella durata dello stallo. Secondo i promotori, il blocco dei cantieri contribuisce inoltre all’aumento dei prezzi di vendita e dei canoni di affitto.
Nel loro intervento, le famiglie richiamano infine la disciplina urbanistica nazionale, che a loro giudizio mantiene radici nel 1942 senza essere stata chiarita in modo definitivo dalla politica. La veglia dovrebbe quindi proseguire ogni notte nel cantiere di via Baldinucci, in attesa del provvedimento edilizio richiesto al Comune.