Il numero delle persone incontrate dalla rete di Caritas Ambrosiana continua a crescere, nonostante i dati nazionali sull’indigenza assoluta nel 2025 abbiano registrato una lieve diminuzione rispetto all’anno precedente. Il quadro emerge dal rapporto La povertà nella diocesi ambrosiana – Dati 2025, pubblicato il 7 novembre 2026 sul sito dell’organizzazione e realizzato dall’Osservatorio diocesano delle povertà e delle risorse.
Il documento raccoglie le informazioni dei servizi diocesani Sam, rivolto alle persone senza dimora, Sai, dedicato ai migranti, e Siloe, per le famiglie, insieme ai dati dei centri d’ascolto territoriali. Nel 2025 sono stati monitorati 189 centri sui 407 attivi nella diocesi di Milano, due in più rispetto al 2024. L’aumento della rete, pari all’1,1%, non spiega da solo la crescita delle persone censite, che sono state 19.570, il 3,4% in più in un anno.
Un disagio sempre più stabile
Dal 2020 i tre servizi diocesani hanno registrato un aumento del 77,3% degli utenti. Secondo l’Osservatorio, il dato indica una povertà sempre più estesa e strutturale nei territori ambrosiani, non sempre intercettata dalle istituzioni e dalle statistiche ufficiali. Le donne rappresentano il 57,2% delle persone incontrate, mentre gli uomini sono il 42,8%. Il 66,9% dei beneficiari ha tra 35 e 64 anni, ma cresce anche la presenza degli anziani: gli over 65 sono stati 2.534, pari al 12,9% del totale, contro il 12,2% del 2024 e il 3,7% del 2015.
Le persone con background migratorio costituiscono il 65,8% del campione. I principali Paesi di provenienza restano Perù, Marocco ed Egitto, mentre aumenta il numero di chi indica la richiesta di asilo politico come motivo del soggiorno. I richiedenti asilo sono passati dal 2,1% del 2023 al 10,6% nel 2025, superando la quota di chi possiede un permesso di soggiorno per lavoro dipendente, ferma al 10,5%.
Lavoro, bisogni e risposte
Il rapporto segnala inoltre il consolidamento del fenomeno dei lavoratori poveri. I disoccupati rappresentano il 46,1% del campione, in calo rispetto al 48,2% del 2024 e al 62,5% di dieci anni fa. Parallelamente, gli occupati sono saliti al 26,6%: il 14,7% lavora part time e l’11,9% a tempo pieno. Restano marcate le differenze di genere: il part time riguarda il 18,1% delle donne e il 9,7% degli uomini, mentre il tempo pieno interessa il 18% degli uomini e il 7,6% delle donne.
I problemi di reddito sono stati segnalati dal 67% delle persone, seguiti da quelli occupazionali, abitativi e legati all’immigrazione. Nel corso dell’anno sono state registrate 65.161 richieste, con una media di 3,3 per persona. Gli aiuti materiali e i servizi di prima necessità rappresentano il 44,2% delle domande, mentre crescono le richieste di consulenze legali, orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro, arrivate al 17,2% del totale.
Tra gli interventi della rete Caritas, un terzo ha riguardato la distribuzione di aiuti alimentari, con 21.753 interventi. Nel rapporto trova spazio anche il microcredito sociale Mi fido di noi: dalla fine del 2025 sono state raccolte 90 richieste, 73 delle quali finanziate per un totale di 457.056 euro. Le risorse sono state destinate soprattutto all’abitazione, alla gestione dei debiti e alle spese sanitarie. Per i direttori Erica Tossani e don Paolo Selmi, i dati mostrano il superamento del carattere eccezionale della povertà e la necessità di interventi personalizzati, capaci di affrontarne anche le cause strutturali.