Acqua regionale

Riserve idriche lombarde ancora in deficit, attese le piogge

Il Maggiore resta sotto lo zero, mentre il Lario recupera alcuni centimetri dopo i temporali.

Riserve idriche lombarde ancora in deficit, attese le piogge

La crisi delle riserve idriche non mostra ancora segnali di inversione in Lombardia. Il deficit regionale resta al 52 per cento, un livello analogo a quello registrato nella settimana precedente. A riferire il quadro è stato Massimo Sertori, assessore regionale agli Enti locali, alla Montagna, alle Risorse energetiche e all’Utilizzo della risorsa idrica.

Secondo l’assessore, il dato rimane comunque migliore rispetto al minimo raggiunto nel 2022. L’ondata di maltempo in corso e le precipitazioni previste per la prossima settimana potrebbero contribuire a un miglioramento, ma al momento non hanno modificato in modo significativo la situazione complessiva delle riserve.

Il bacino più in difficoltà

Le criticità maggiori riguardano il bacino del Ticino e il Lago Maggiore, considerato una delle principali riserve utilizzate per alimentare i campi dell’area occidentale di Milano. Il livello del lago si trova a -40 centimetri sullo zero idrometrico, in lieve risalita rispetto ai -46 centimetri raggiunti nei giorni precedenti.

Il recupero è legato anche all’erogazione limitata, pari a circa 60 metri cubi al secondo, un valore vicino ai minimi storici. Gli afflussi da monte sono rimasti contenuti, nonostante i contributi provenienti dagli invasi idroelettrici del fiume Toce e dal lago di Lugano, attraverso gli interventi del Canton Ticino.

Il recupero del Lario

Il quadro è più favorevole per il Lago di Como. I temporali successivi a Ferragosto, soprattutto quelli che hanno interessato la Valtellina, hanno favorito una moderata ripresa degli afflussi e consentito al lago di recuperare alcuni centimetri.

Giovedì il livello era a -19 centimetri sullo zero idrometrico, dopo essere rimasto vicino a quota -30 fino al 15 agosto. La maggiore disponibilità d’acqua ha permesso di aumentare l’erogazione verso l’emissario, ora attestata intorno ai 100 metri cubi al secondo. I prossimi apporti delle precipitazioni saranno decisivi per capire se il recupero potrà estendersi anche agli altri bacini lombardi.