Venerdì 16 ottobre gli studenti milanesi hanno partecipato al corteo Nessuno è straniero, organizzato lungo le vie della città per contestare la guerra e il riarmo. La manifestazione si è svolta nell’ambito dello sciopero studentesco e ha coinvolto, secondo quanto riferito dai partecipanti, circa 5mila persone.
Durante il percorso sono comparsi striscioni con le fotografie della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro degli Esteri Antonio Tajani raffigurate a testa in giù. Sulle immagini erano state impresse impronte di mani verniciate di rosso, un simbolo scelto dai manifestanti per richiamare il sangue e denunciare le conseguenze dei conflitti armati.
L’occupazione dell’ex obitorio
Al termine del corteo, alcuni partecipanti hanno occupato l’ex obitorio dell’ospedale Maggiore, nella centralissima via Francesco Sforza, alle spalle dell’Università Statale. L’edificio, attualmente vuoto, è di proprietà del Comune di Milano ed è stato dato in concessione all’ateneo, che intende utilizzarlo come polo didattico.
Gli studenti hanno comunicato di essere circa 5mila. Il corteo si è concluso senza particolari tensioni, mentre l’occupazione dell’immobile ha rappresentato l’azione conclusiva della mobilitazione milanese.
Danneggiamenti a Rozzano
Nella stessa mattinata, a Rozzano, nel Milanese, l’istituto Italo Calvino è stato vandalizzato in occasione di una manifestazione studentesca. Il Comune ha riferito che alcuni soggetti estranei alla protesta sarebbero entrati nell’edificio dal retro, provocando gravi danneggiamenti ai locali scolastici.
Le immagini diffuse mostrano muri imbrattati, vetri a terra, sanitari e altri elementi dell’arredo distrutti. L’amministrazione comunale ha condannato l’accaduto, definendolo un episodio grave e inaccettabile e sottolineando che danneggiare una scuola significa mancare di rispetto a studenti, insegnanti, personale scolastico e famiglie.
Dal Comune è arrivato anche un richiamo alla distinzione tra il diritto di manifestare pacificamente e gli atti vandalici. L’amministrazione ha chiesto piena chiarezza sull’accaduto e l’accertamento delle responsabilità per i danni provocati all’interno dell’istituto.