Non si spegne a Milano l’eco dell’aggressione avvenuta la sera di lunedì 28 settembre davanti al liceo Einstein. Un giovane sarebbe stato picchiato da dodici militanti del Blocco Studentesco, organizzazione legata a CasaPound, dopo essere stato coinvolto in un episodio legato alla rimozione di alcuni manifesti.
La vicenda ha suscitato la reazione del mondo studentesco e di una parte della cittadinanza. Per martedì 6 ottobre, alle 18, è stato organizzato un appuntamento in via Einstein, aperto alla città, per chiedere una risposta pubblica all’aggressione e ribadire la necessità di contrastare ogni forma di intimidazione politica e violenza negli spazi scolastici e urbani.
La richiesta di una posizione netta
Nel testo diffuso dai promotori, l’iniziativa viene presentata come una richiesta rivolta a singoli cittadini, società civile e istituzioni locali. L’obiettivo è ottenere una presa di posizione chiara e condanne concrete contro le aggressioni di matrice neofascista, oltre a rompere quello che gli studenti definiscono un silenzio non più accettabile nei confronti di gruppi estremisti che, secondo la loro denuncia, agirebbero indisturbati.
Gli organizzatori chiedono inoltre che venga affermato senza ambiguità il carattere antifascista della mobilitazione e che ogni episodio di violenza o intimidazione venga condannato senza esitazioni. La protesta nasce quindi non soltanto dalla vicenda avvenuta davanti all’Einstein, ma anche dalla preoccupazione per la presenza di propaganda estremista negli istituti e per la sicurezza degli studenti negli spazi pubblici.
Il richiamo ad altri episodi
Nel loro appello, gli studenti sostengono che l’aggressione non rappresenti un caso isolato. A sostegno di questa lettura vengono citati diversi precedenti, tra cui l’aggressione a una studentessa del liceo Carducci nel 2023 e il raid ai danni del liceo Righi di Roma avvenuto lo scorso febbraio.
Il documento richiama anche vicende della storia della violenza politica, citando i casi di Dax e i delitti di Varalli, Amoroso, Brasili, Fausto e Iaio. Il riferimento a questi episodi serve, secondo i promotori, a collocare l’aggressione in un quadro più ampio e a sottolineare la necessità di una risposta collettiva.
Pur avendo avuto come teatro il liceo Einstein e il suo collettivo, la mobilitazione viene descritta come un’iniziativa rivolta all’intera comunità milanese. L’appuntamento di via Einstein punta così a ribadire che nelle scuole e nelle strade della città non devono trovare spazio la violenza neofascista, le intimidazioni e le limitazioni dell’agibilità democratica.