Emergenza abitativa

San Siro a Milano, tra stadio e case popolari

Dati Aler: occupazioni, interventi pubblici, criticità, prospettive del quadrante milanese.

San Siro a Milano, tra stadio e case popolari

Bastano dieci minuti a piedi per passare dall’area dello stadio di San Siro al Quadrilatero di piazzale Selinunte, due realtà profondamente diverse dello stesso quartiere milanese. Da una parte ci sono l’impianto sportivo e i progetti dei club calcistici, dall’altra un vasto complesso di edilizia residenziale pubblica costruito tra il 1931 e il 1951, dove vivono oltre undicimila persone.

Il Quadrilatero di piazzale Selinunte è caratterizzato da una popolazione giovane e da una forte presenza di residenti con origini straniere. Alla scuola primaria Radice di via Paravia, per esempio, i bambini stranieri rappresentano quasi la totalità degli iscritti. La maggior parte di loro, tuttavia, è nata in Italia, un elemento che riflette la composizione sociale e generazionale del quartiere.

Alloggi pubblici e occupazioni

Il quadro dell’abitare è stato ricostruito dalla ricerca Abitare San Siro, realizzata dal Politecnico insieme al sindacato degli inquilini Sicet. Secondo i dati, Aler, l’azienda regionale che gestisce l’edilizia residenziale pubblica, amministra nel quartiere 4.285 alloggi.

Tra questi, 785 abitazioni risultano occupate abusivamente, circa una ogni cinque. Sono invece 673 gli alloggi vuoti: 572 attendono interventi di manutenzione, mentre 101 risultano inutilizzati. Nel tempo, inoltre, 1.416 appartamenti sono stati venduti a privati. In una città dove circa dodicimila famiglie sono in lista d’attesa per una casa sociale, il recupero degli immobili sfitti rappresenta uno dei principali nodi da affrontare.

Sicurezza e rigenerazione sociale

La gestione del quartiere si sviluppa lungo due direttrici. Sul fronte della sicurezza, operazioni interforze e sgomberi vengono effettuati con regolarità. La Regione Lombardia ha stanziato sei milioni di euro per un piano di vigilanza e videosorveglianza destinato a contrastare le occupazioni abusive.

Parallelamente, il Comune di Milano ha avviato progetti di rigenerazione sociale. Tra gli interventi figura la trasformazione dell’ex mercato coperto di piazzale Selinunte in un centro giovanile, sostenuta da un investimento di tre milioni di euro. Sono inoltre previsti lavori su 44 alloggi di via Ricciarelli, finanziati attraverso il programma Pinqua e destinati a studenti e giovani lavoratori. Il welfare community manager dovrebbe coordinare i servizi pubblici e le realtà del terzo settore.

Il limite segnalato per queste iniziative riguarda soprattutto i tempi di attuazione: tra lo stanziamento delle risorse e l’apertura effettiva delle strutture possono trascorrere diversi anni. Nel frattempo, le competenze restano distribuite tra più istituzioni: la Regione gestisce gli alloggi, il Comune segue scuole e viabilità, mentre la Prefettura è responsabile dell’ordine pubblico.

Sullo sfondo c’è anche il futuro dello stadio. Il progetto dei club prevede un investimento superiore a 700 milioni di euro, con l’avvio del cantiere stimato per il 2027. La giunta comunale ha indicato 73 milioni di euro per i primi interventi. Tra le richieste per la gestione del quartiere ci sono una cabina di regia unica, il rapido ripristino delle abitazioni vuote e politiche per i giovani che non siano concentrate soltanto sulle questioni di sicurezza.