Raffaele Mascia, 22 anni, è stato condannato a 20 anni di reclusione per l’omicidio di Ivan Disar, 49 anni, e per il tentato omicidio di un’altra persona. Il delitto è avvenuto nella panetteria di piazzale Gambara, a Milano, gestita dal padre dell’imputato.
La decisione della Corte
La condanna è stata pronunciata nella giornata di lunedì 28 settembre dalla Corte d’Assise presieduta dalla giudice Antonella Bertoja. I giudici hanno ritenuto prevalenti le attenuanti sulle aggravanti, infliggendo una pena inferiore rispetto a quella chiesta dal pubblico ministero Carlo Enea Parodi, che aveva domandato l’ergastolo.
Mascia rispondeva di omicidio aggravato dai futili motivi e di tentato omicidio. Secondo l’accusa, il giovane avrebbe sparato con una pistola detenuta illegalmente contro due clienti ubriachi, uccidendo Ivan Disar e ferendo il suo amico e connazionale Pavel Koresko, 26 anni.
Il 22enne ha sostenuto di aver reagito dopo essersi sentito minacciato e di aver temuto per la propria incolumità e per quella del padre, descritto come anziano. Prima della decisione ha dichiarato di essersi sentito schiacciato dalla paura, di aver perso la testa e di non essere né un pazzo né un killer.
Il risarcimento
La Corte ha stabilito che la quantificazione definitiva del risarcimento per i familiari della vittima dovrà avvenire in sede civile. È stata però fissata una provvisionale di 200mila euro per ciascuno della moglie e dei due figli di Disar.
Per il ferito Pavel Koresko è stata invece stabilita una provvisionale di 50mila euro. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni e chiariranno le ragioni alla base della decisione dei giudici.