Conti aziendali

Forni e bollette, i panettieri milanesi rinunciano ai margini

L’associazione stima rincari fino a due euro al chilo, con aumenti medi superiori a mille euro mensili

Forni e bollette, i panettieri milanesi rinunciano ai margini

Le bollette sono aumentate in media del 30% per i panifici di Milano, Monza e Brianza, spinti soprattutto dai consumi di forni, celle frigorifere, impastatrici, abbattitori e impianti di climatizzazione. A lanciare l’allarme è l’Unione Artigiani Milano Monza, secondo cui per circa 1.200 imprese del comparto gli incrementi mensili superano i mille euro.

Il quadro riguarda l’inizio della stagione autunnale e mette sotto pressione le attività artigiane dell’arte bianca. L’associazione segnala che, per garantire la sostenibilità economica delle imprese, il prezzo finale del pane potrebbe aumentare fino a due euro al chilogrammo. Il rincaro dell’energia si somma alle difficoltà della filiera dei fornitori e agli elevati costi dei trasporti, mentre le famiglie riducono i consumi a causa del caldo e dell’aumento generale dei prezzi.

Strategie per contenere le spese

Stefano Fugazza, presidente dell’Unione Artigiani Milano Monza e titolare di una storica panetteria a Lambrate, spiega che molti operatori stanno assorbendo i costi rinunciando ai margini di profitto. Secondo Fugazza, gli aumenti sono arrivati rapidamente e senza lasciare alle imprese il tempo di pianificare. Anche Marco Accornero, segretario dell’associazione, avverte del rischio di perdere un intero settore, sottolineando che la grande distribuzione può più facilmente vendere il pane in perdita.

Alcuni panificatori stanno cercando di ridurre i consumi con interventi quotidiani. Daniele Danielli, titolare di un’attività storica vicino al Politecnico, con 11 dipendenti e diversi ristoranti tra i clienti, monitora l’indice energetico e le spese di logistica. Per limitare l’uso dell’elettricità, raffredda le bevande nell’abbattitore prima di trasferirle in frigorifero e utilizza il forno elettrico a pieno carico, accendendo una sola bocca quando possibile.

Il caso di Viale Monza

Tra gli imprenditori che hanno scelto di non aumentare i listini c’è Moustafà Mohamed, titolare di tre negozi tra panificazione e ristorazione in zona Viale Monza. Le sue attività impiegano 13 dipendenti e hanno registrato un aumento medio di 750 euro ciascuna soltanto ad agosto. Mohamed ha deciso di mantenere invariati i prezzi per non perdere la clientela, rinunciando per ora al proprio guadagno e escludendo anche l’ipotesi di tagliare il personale.

Secondo i dati del Registro Imprese della Camera di Commercio, rielaborati dall’Unione Artigiani, a Milano sono attivi 409 panifici, 393 in provincia e 137 tra Monza e Brianza. La disponibilità di nuovi lavoratori rappresenta un’ulteriore criticità: fare il fornaio significa spesso lavorare di notte e affrontare condizioni difficili, soprattutto durante i mesi più caldi. I titolari under 35 sono appena 14 a Milano e quattro in Brianza, su un totale di 939 imprenditori.