È stato convalidato l’arresto in carcere del 20enne accusato di aver partecipato agli scontri avvenuti il 17 ottobre in piazza Duomo a Milano. Il giovane è indagato per devastazione e saccheggio e per resistenza pluriaggravata. Durante l’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari Fabrizio Filice, ha spiegato di aver preso parte alla manifestazione dopo aver visto sui social un video che invitava a protestare contro il carovita.
"Ho deciso di aderire perché nella mia famiglia stiamo vivendo un periodo di forte difficoltà economica", ha dichiarato il ragazzo. Secondo quanto riferito nell’interrogatorio, la situazione familiare avrebbe contribuito ad alimentare la sua rabbia. "È montata la rabbia perché vogliono licenziare papà", ha aggiunto, sostenendo di aver compiuto azioni che, se potesse tornare indietro, non ripeterebbe.
Le altre misure cautelari
Oltre al 20enne, per altre tre persone è stata disposta la custodia in carcere. Un 24enne è stato invece sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Nei suoi confronti l’accusa è di resistenza pluriaggravata, in relazione a una colluttazione con un agente durante il tentativo di evitare l’arresto di un minorenne.
Nell’ordinanza di convalida, il gip ha indicato l’esistenza di un "preciso progetto di destabilizzazione dell’ordine pubblico". Il giudice ha inoltre richiamato la convocazione, attraverso i social, di nuove manifestazioni nei fine settimana successivi. Su questo fronte gli investigatori stanno esaminando in particolare gli account Italia in piazza e Movimento 17 ottobre, ritenuti riconducibili a iniziative mirate a mantenere permanente la mobilitazione e caratterizzate, secondo gli inquirenti, da contenuti violenti e insurrezionali.
Le indagini sui minorenni
Parallelamente, la Procura per i minorenni ha disposto misure cautelari nei confronti di 11 ragazzi tra i 14 e i 16 anni arrestati sabato. Per cinque è stato disposto il collocamento in comunità, mentre gli altri sei dovranno rispettare l’obbligo di permanenza in casa. Per i minorenni arrestati domenica non è stata ancora fissata l’udienza di convalida, che sarà programmata nei prossimi giorni.
Dagli accertamenti della Procura minorile è emerso che, su 35 minorenni coinvolti, 31 non avevano precedenti penali. Non risultano minori stranieri non accompagnati e la presenza dei più piccoli è stata definita ridotta: tre hanno 14 anni o poco più, mentre 25 hanno tra i 15 e i 16 anni. Venticinque sono nati in Italia e dieci all’estero. Sul piano territoriale, 23 risiedono tra Milano e provincia, nove in altre province lombarde, due in altre regioni e uno all’estero.