È arrivato nella mattina di martedì 6 ottobre al Tribunale di Milano Carmelo Cinturrino, l’ex poliziotto accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri. L’uomo viene sentito dal pubblico ministero Giovanni Tarzia, come richiesto dai suoi legali dopo la chiusura delle indagini.
L’audizione si svolge nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Mansouri, raggiunto da un colpo di pistola alla testa durante un controllo anti spaccio nel boschetto di Rogoredo. Cinturrino, che all’epoca dei fatti era in servizio, ha scelto di rispondere alle domande del pm dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere in una precedente convocazione.
La linea della difesa
L’avvocato Davide Giuseppe Giugno ha definito l’interrogatorio un momento di chiarimento. Secondo il legale, la difesa ha atteso l’esito degli accertamenti e gli elementi raccolti dagli investigatori coordinati dal pm Tarzia confermerebbero la ricostruzione di una tragica fatalità. Cinturrino, ha aggiunto il difensore, non avrebbe intenzione di sottrarsi alle domande dell’accusa.
Il precedente interrogatorio si era svolto esattamente due mesi prima, il 6 agosto. In quell’occasione il pm intendeva contestare anche la premeditazione, ipotesi che avrebbe potuto portare alla richiesta di giudizio immediato. L’ex agente aveva però deciso di non rispondere.
La ricostruzione dell’accaduto
Secondo quanto ricostruito dalla Squadra mobile, Mansouri fu colpito alla testa da un proiettile esploso con la pistola d’ordinanza di Cinturrino da una distanza di circa 30 metri, durante un controllo contro lo spaccio. La vittima, sempre secondo gli investigatori, non era armata e non aveva tentato la fuga.
Un ruolo centrale nell’inchiesta è stato attribuito anche alla gestione dei momenti successivi allo sparo. I giudici del Tribunale del riesame hanno sostenuto che Cinturrino avrebbe ritardato consapevolmente e volontariamente l’attivazione dei soccorsi per circa 20 minuti, nonostante Mansouri fosse ancora vivo e in condizioni di agonia. Secondo quella ricostruzione, il ritardo sarebbe servito ad alterare la scena del delitto.
Il provvedimento del riesame ha inoltre riferito di presunte pressioni esercitate dall’ex agente nei confronti dei colleghi, con l’obiettivo di concordare una versione comune dell’accaduto. Cinturrino è stato arrestato a febbraio e successivamente destituito dal corpo di polizia il 20 maggio, al termine del procedimento disciplinare.