Il tessuto commerciale di Milano sta affrontando una fase di forte incertezza. In alcune delle principali vie dello shopping, da via Torino a corso Vittorio Emanuele, fino alle strade del lusso come via Monte Napoleone e via Manzoni, molti esercizi hanno adottato misure di protezione dopo i disordini registrati nelle scorse settimane.
Vetrine coperte da pannelli di legno, vetrofanie oscuranti e saracinesche abbassate stanno modificando l’aspetto delle arterie centrali della città. La scelta dei titolari di tutelare i negozi da possibili atti vandalici, tuttavia, rischia di produrre un effetto negativo sulla percezione dei clienti e dei visitatori, trasmettendo l’immagine di un centro urbano insicuro.
Clienti e turisti in calo
Secondo Gabriel Meghnagi, vicepresidente di Confcommercio Milano, molti clienti si mostrano disorientati. Anche i visitatori stranieri, condizionati dalle immagini degli episodi di tensione diffuse a livello internazionale, starebbero scegliendo di rinunciare alla visita della città. Durante le recenti mobilitazioni sindacali, nonostante la presenza di imponenti e pacifici servizi d’ordine, diverse strade commerciali sono rimaste deserte, con conseguenze sugli incassi degli esercizi.
Le ricadute riguardano anche la ristorazione e l’ospitalità. Nella Galleria Vittorio Emanuele II, ristoranti e caffè rimasti aperti con continuità segnalano un aumento anomalo delle disdette. Il mese di ottobre, generalmente considerato strategico per il calendario fieristico e congressuale, risente delle cancellazioni di pranzi e cene prenotati da tempo da manager, partecipanti agli eventi e turisti d’affari.
La richiesta di interventi
Per le associazioni di categoria e per gli esercenti, la priorità è ora ricostruire un clima di normalità. La questione riguarda sia la comunicazione rivolta a residenti e visitatori sia il possibile sostegno economico alle attività che hanno subito una riduzione degli incassi.
L’obiettivo indicato dai commercianti è limitare il danno d’immagine e scongiurare che la stagione autunnale venga compromessa dal calo di presenze. La situazione resta legata agli effetti dei disordini e delle mobilitazioni sulle abitudini di cittadini, turisti e operatori economici del centro di Milano.