Per la diciottesima edizione della mostra natalizia di Palazzo Marino, il Comune di Milano presenta la pala d’altare La predica di San Giovanni Battista con autoritratto di Mattia Preti. L’opera sarà esposta dal 2 dicembre 2026 al 10 gennaio 2027 nella Sala Alessi, con ingresso gratuito.
Il dipinto di Mattia Preti
Il dipinto proviene dalla Chiesa Monumentale di San Domenico a Taverna, in provincia di Catanzaro, e appartiene al Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno. Preti, nato a Taverna nel 1613 e morto a La Valletta nel 1699, è stato tra i principali interpreti della pittura barocca europea e dell’eredità caravaggesca.
La grande pala d’altare è stata realizzata durante la maturità artistica del pittore. La composizione si caratterizza per i contrasti luminosi, la forza drammatica e l’intensità espressiva delle figure. Nell’angolo inferiore destro, l’artista ha inserito il proprio autoritratto con l’abito dei Cavalieri di Malta, il pennello e la spada, collegando la dimensione artistica alla fede e all’aspirazione al riconoscimento sociale.
L’allestimento e il programma nei municipi
La mostra proporrà anche una ricostruzione ideale dell’altare ligneo progettato dallo stesso Preti per la tomba di famiglia e destinato in origine ad accogliere la pala. L’allestimento scenografico e illuminotecnico sarà accompagnato da approfondimenti documentali e studi scientifici, con l’obiettivo di restituire il contesto per il quale l’opera era stata concepita.
L’esposizione è curata da Rossella Vodret, Giuseppe Valentino e Domenico Piraina. È prodotta e promossa dal Comune di Milano, dal Fondo Edifici di Culto e da Intesa Sanpaolo con Gallerie d’Italia, ed è realizzata da Civita Mostre e Musei con la partecipazione delle istituzioni impegnate nella tutela e valorizzazione dell’opera. Il catalogo, con saggi e schede delle opere, è pubblicato da Allemandi.
In parallelo torna Natale nei borghi, il programma diffuso nei municipi milanesi dedicato alla storia e al patrimonio culturale dei quartieri. Sono previste visite guidate tra architetture e luoghi della memoria meno conosciuti, con un’attenzione particolare alle antiche biblioteche monastiche e al loro ruolo nella circolazione dei testi letterari.