La pagina Instagram Quelli dei cori ha pubblicato nelle proprie storie una lista con nomi, cognomi e presunti indirizzi di residenza di 19 persone, indicate come partecipanti alla manifestazione del 17 ottobre a Milano. Il post è comparso dopo gli scontri avvenuti nel centro della città durante il corteo contro il caro vita e conteneva minacce rivolte ai destinatari dell’elenco.
Nei contenuti, successivamente rimossi, i gestori dell’account annunciavano l’intenzione di raggiungere alcune delle persone indicate nei quartieri di Affori e Comasina. Il riferimento era a un incontro definito in modo provocatorio come pacifico, ma accompagnato da frasi che evocavano l’uso della forza e la possibile presenza della polizia. Prima della cancellazione, la pagina risultava seguita da circa 20mila persone; in seguito è comparsa senza follower e senza account seguiti.
La successiva ritrattazione
A distanza di alcune ore, gli amministratori del profilo hanno sostenuto che l’elenco fosse inventato, compresi i nomi delle persone. La versione non ha però rassicurato Tiziana Elli, assessora del Pd al Municipio 9, che era stata a sua volta citata nelle storie e ha invitato a segnalare la pagina. Secondo Elli, i nomi potrebbero essere falsi, ma gli indirizzi pubblicati corrisponderebbero a luoghi reali, con il rischio che qualcuno potesse presentarsi davanti alle abitazioni indicate.
L’assessora ha riferito di avere informato le forze dell’ordine, senza sapere se siano stati adottati provvedimenti. Le storie sono state inoltre riprese da alcuni esponenti della politica locale. Tra questi Paolo Romano, consigliere regionale del Partito democratico, che ha definito la vicenda una minaccia e ha riferito di avere ricevuto a sua volta messaggi intimidatori. Romano ha aggiunto che la reale identità dei nomi pubblicati deve ancora essere verificata.
Il contesto degli scontri
La pubblicazione è arrivata al termine della manifestazione milanese contro il caro vita, durante la quale si sono verificati scontri con la polizia. Il bilancio riportato è di 72 giovani accompagnati in Questura, almeno la metà dei quali minorenni. Nel dibattito seguito agli incidenti, gli esponenti del Pd hanno distinto tra i partecipanti responsabili dei danneggiamenti e la parte, definita pacifica, del corteo.
Romano ha parlato di un clima intimidatorio nei confronti dei manifestanti e della comunità araba, contestando l’assenza, a suo giudizio, di una presa di posizione della destra. Resta da chiarire se le generalità pubblicate fossero realmente riferite a persone coinvolte negli scontri e se gli indirizzi indicati corrispondessero ai destinatari. Nel frattempo, i contenuti sono stati rimossi dalla piattaforma.