Decine di famiglie Rom e Sinti rischiano di lasciare le proprie abitazioni al Villaggio delle Rose, nell’area di Chiesa Rossa a Milano. Il Comune ha avviato il percorso per il superamento dell’insediamento, istituito nel 1999 come area autorizzata, indicando tra le ragioni dello sgombero anche la necessità di intervenire sul terreno. Alcuni documenti esaminati durante un reportage, tuttavia, mettono in discussione la fase tecnica del procedimento.
La comunicazione inviata agli abitanti il 25 giugno 2026 dagli assessori Marco Granelli, Lamberto Bertolé e Fabio Bottero sostiene che gli interventi di bonifica non siano compatibili con la permanenza delle persone. Secondo la documentazione di Arpa Lombardia del 16 settembre 2026, però, l’area sarebbe ancora nella fase preliminare di caratterizzazione, cioè degli accertamenti necessari per verificare la presenza di contaminanti e definire l’eventuale necessità di una bonifica.
Gli accertamenti e la posizione di Arpa
Le attività in corso comprendono analisi e carotaggi. Solo dopo la conclusione del Piano di caratterizzazione e dell’Analisi di rischio sarà possibile stabilire se gli interventi siano necessari, quali zone debbano essere interessate e con quali modalità. Arpa ha inoltre precisato che la normativa non vieta, in generale, di svolgere le indagini in presenza di abitanti, purché le singole postazioni siano accessibili e messe in sicurezza. L’Agenzia non avrebbe quindi prescritto lo sgombero dell’intera area per eseguire i campionamenti.
Su questa base, gli abitanti contestano la decisione del Comune e chiedono di valutare soluzioni alternative, come interventi per lotti, spostamenti temporanei o l’utilizzo di aree vicine. Una parte dei residenti ha presentato ricorso al Tar. In uno dei provvedimenti esaminati, il tribunale ha dichiarato inammissibili alcune istanze per un errore nella notifica e ha respinto la richiesta di consulenza tecnica, precisando che le attività preliminari alla bonifica erano ancora in corso.
Il percorso avviato dal Comune
Il Villaggio delle Rose era stato creato con la delibera comunale n. 511 del 1999 per accogliere famiglie precedentemente insediate in altre zone della città. Nel corso di 26 anni, gli abitanti hanno acquistato o costruito abitazioni prefabbricate e semimovibili, investendo risorse personali. Con la delibera n. 1571 del 19 dicembre 2024, l’amministrazione ha deciso il superamento dell’area citando criticità per la sicurezza urbana, occupazioni abusive, problemi agli impianti fognari, allacci elettrici irregolari e accumuli di rifiuti.
Il Comune sostiene che la chiusura dell’insediamento rientri in una strategia avviata da anni e che la bonifica rappresenti solo uno dei motivi del provvedimento. Gli assessori hanno richiamato anche la presenza di rifiuti, l’adeguatezza delle infrastrutture, presunti allacci abusivi, veicoli di provenienza furtiva e casi di evasione dell’obbligo scolastico. L’amministrazione afferma inoltre che i servizi sociali stanno offrendo soluzioni abitative alternative alle famiglie che ne hanno diritto e che la maggioranza degli abitanti avrebbe aderito al percorso.
La consigliera comunale di Europa Verde Francesca Cucchiara ha confermato che gli esami ambientali sono parziali e ha riferito il sospetto degli abitanti di una possibile scelta politica, anche in relazione alle elezioni amministrative del 2027. Dijana Pavlovic, portavoce del movimento nazionale Rom e Sinti in Italia, ha chiesto che siano chiarite le ragioni dello sgombero e che vengano considerate modalità compatibili con la permanenza della comunità.
Arpa ha ribadito che sul sito è in corso un procedimento di caratterizzazione e verifica delle condizioni ambientali, attivato dal Comune di Milano. Le risultanze dovranno servire a predisporre un eventuale progetto di bonifica, da valutare nell’ambito di una Conferenza dei Servizi. Il confronto resta quindi aperto tra l’esigenza dichiarata dall’amministrazione di superare l’insediamento e le contestazioni degli abitanti sulla necessità e sulle modalità dell’allontanamento.