È morto a 83 anni Sandro Mazzola, storica bandiera dell’Inter e protagonista di una delle epoche più importanti del calcio italiano. Il club nerazzurro ha ricordato l’ex attaccante definendolo uno dei più grandi calciatori della storia, non soltanto di quella interista.
Mazzola è stato il simbolo della Grande Inter guidata da Helenio Herrera. Con la maglia milanese ha conquistato quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Nel 1965 è stato capocannoniere della Serie A con 17 gol, mentre nel 1964 ha chiuso al primo posto tra i marcatori della Coppa dei Campioni con sette reti. Nel 1971 arrivò secondo al Pallone d’Oro, alle spalle di Johan Cruyff.
Dagli inizi alla Grande Inter
La sua storia calcistica è cominciata da giovanissimo, anche sotto il peso del ricordo del padre Valentino Mazzola, scomparso nella tragedia di Superga quando Sandro aveva poco più di sei anni. Entrato nel settore giovanile dell’Inter a otto anni, debuttò in prima squadra e segnò il primo gol il 10 giugno 1961, su rigore, nella partita vinta 9-1 contro la Juventus. In quella gara l’Inter schierò la formazione Primavera per protesta, con la squadra affidata a Helenio Herrera.
Negli anni successivi Mazzola divenne uno dei riferimenti della formazione che dominò il calcio europeo. In quella squadra giocavano, tra gli altri, Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi, Jair, Peirò, Suárez e Corso. La sua esperienza con l’Inter lo trasformò in una bandiera del club e in uno degli idoli più riconoscibili dei tifosi.
Il ruolo con la Nazionale
Mazzola ebbe un ruolo importante anche con la Nazionale italiana. Nel 1968 vinse il Campionato Europeo e due anni più tardi fu tra i protagonisti della semifinale dei Mondiali di Messico 1970, la cosiddetta Partita del Secolo vinta dall’Italia per 4-3 contro la Germania.
Dopo la carriera da calciatore intraprese quella di dirigente sportivo, prima all’Inter e poi al Genoa. In seguito tornò a Milano su richiesta dell’allora presidente Massimo Moratti e concluse il percorso dietro la scrivania come dirigente del Torino. Successivamente lavorò come opinionista e commentatore televisivo.
Nel messaggio pubblicato dopo la sua scomparsa, l’Inter ha ripercorso le tappe della sua carriera e il legame con la società, ricordando un giocatore entrato nel club da ragazzo e rimasto per sempre parte della sua storia. Il saluto della squadra ha sottolineato anche il desiderio espresso dallo stesso Mazzola di essere ricordato come un uomo corretto, capace di continuare a lottare anche nelle situazioni più difficili.