Emergenza abitativa

A Quarto Oggiaro dieci famiglie chiedono di evitare lo sfratto

Il sindacato degli inquilini annuncia un presidio per il 24 settembre davanti agli stabili milanesi.

A Quarto Oggiaro dieci famiglie chiedono di evitare lo sfratto

Dieci famiglie di Quarto Oggiaro rischiano di perdere l’alloggio in cui vivono da decenni, negli edifici di via De Roberto 5. Si tratta di inquilini anziani e fragili, alcuni dei quali alle prese con gravi patologie o invalidità, che non sarebbero in grado di sostenere i canoni richiesti oggi sul mercato.

Per chiedere il rinvio delle procedure e una soluzione abitativa alternativa, il sindacato degli inquilini Sicet ha organizzato un presidio per giovedì 24 settembre, dalle ore 9, davanti agli stabili del quartiere milanese. L’obiettivo della mobilitazione è ottenere dal Comune di Milano la garanzia di un passaggio da casa a casa per le persone coinvolte.

La vicenda degli appartamenti

La storia degli alloggi di via De Roberto 5 risale al 2008, quando la giunta guidata da Letizia Moratti conferì gli edifici al Fondo immobiliare Milano 1. Il fondo, gestito da Bnp Paribas e controllato dal Comune di Milano, comprendeva sette torri per un totale di oltre 150 appartamenti.

Nel corso degli anni, quasi tutte le abitazioni furono vendute agli stessi inquilini. Chi non aveva la possibilità economica di acquistare rimase invece in affitto, continuando, secondo quanto riferito dal Sindacato inquilini Milano, a pagare regolarmente il canone dovuto.

Gli sfratti e la richiesta al Comune

Negli ultimi anni il Fondo ha ceduto anche gli appartamenti ancora occupati in locazione. La conseguenza è che dieci persone e nuclei familiari, per la maggior parte ultrasettantenni e residenti nel quartiere da molto tempo, si trovano ora di fronte al rischio di sfratto. Le loro condizioni di salute e le difficoltà economiche renderebbero particolarmente complessa la ricerca di una nuova abitazione.

Il primo passaggio giudiziario riguarda tre delle famiglie interessate: nella stessa giornata del presidio è previsto l’arrivo dell’ufficiale giudiziario nelle loro case. Tra i destinatari della procedura figurano una coppia di ultrasettantenni, una donna di 80 anni e un lavoratore precario di 50 anni.

Il Sicet sollecita quindi l’amministrazione comunale a fornire risposte concrete e a intervenire prima che gli sfratti diventino esecutivi. Il sindacato segnala che situazioni analoghe, con persone a rischio di perdere la casa senza un’alternativa immediata, sono in aumento a Milano.