Ristrutturazione Aler

Trasformazione e traslochi forzati nei palazzi di via Porpora e Lulli

Oltre 150 famiglie dovranno lasciare le loro case per i lavori di ristrutturazione.

Un imponente investimento è previsto per trasformare il comparto di case popolari storiche tra via Lulli e via Porpora nel primo esempio in Italia di edilizia residenziale pubblica a energia quasi zero (Nzeb). Tuttavia, questa iniziativa porta con sé timori legati alla mobilità forzata delle famiglie residenti, poiché tutti gli inquilini dovranno temporaneamente lasciare le proprie abitazioni. La questione è stata discussa a fine giugno in commissione casa a Palazzo Marino.

Motivazioni e tempistiche dei lavori

L’intervento sui fabbricati, costruiti nel 1910 e tutelati dalla Sovrintendenza, è diventato urgente dopo il crollo di una rampa di scale in via Porpora 47. Un’indagine diagnostica e una relazione del Politecnico di Milano hanno evidenziato gravi vulnerabilità statiche e sismiche che interessano i solai interni, le scale e le facciate dell’intero complesso. Gli interventi, sia strutturali che energetici, rendono impossibile la permanenza degli abitanti durante i lavori.

I tempi sono molto stretti a causa dei vincoli europei del finanziamento Repower EU. L’apertura dei cantieri è prevista entro novembre 2026, mentre la conclusione dei lavori è fissata per il 2029. Su un totale di 303 alloggi, attualmente sono locati 153 unità, poiché le assegnazioni erano state bloccate in vista della ristrutturazione. Finora, 22 famiglie hanno accettato i trasferimenti, che inizieranno nella seconda metà di luglio, principalmente verso Città Studi.

Le richieste dei residenti e le risposte di Aler

Gli inquilini, rappresentati da Giovanna Ferramosca, hanno espresso la volontà di non ostacolare un’opera necessaria, ma hanno criticato Aler per la storica mancanza di manutenzione. La richiesta principale è di evitare uno “svuotamento selvaggio” del quartiere. Insieme ai sindacati, i residenti hanno avanzato proposte specifiche, come l’avvio del cantiere a rotazione, partendo da via Porpora 47, e la limitazione degli sgomberi per gli stabili in migliori condizioni.

Il presidente di Aler Milano, Alan Rizzi, ha rassicurato che le palazzine rimarranno edilizia residenziale pubblica e che il trasloco sarà a carico dell’azienda. Le prime destinazioni per chi lascerà il quartiere saranno via Botticelli e Città Studi, con alloggi completamente ristrutturati. Rizzi ha anche confermato che i community manager stanno mappando i nuclei familiari per garantire soluzioni preferenziali per anziani e famiglie con bambini.

La politica si divide sulla gestione della situazione. I presidenti della commissione casa e del Municipio 3 hanno chiesto un protocollo d’intesa con Aler per rassicurare i cittadini e l’apertura di uno sportello informativo. Alcuni membri della Lega hanno sollecitato il Comune a mettere a disposizione alloggi limitrofi, mentre altri hanno sottolineato l’importanza di procedere con i lavori senza rinvii, per evitare costi e disagi futuri.