Samuele Piscina, segretario provinciale della Lega e consigliere comunale a Palazzo Marino, interviene sulle recenti dichiarazioni di Mario Calabresi rilasciate ai microfoni di Radio Popolare. Al centro della presa di posizione ci sono le proposte sul prolungamento dell’orario della metropolitana nelle serate di venerdì e sabato e il dossier relativo allo stadio.
Le accuse del consigliere
Piscina sostiene che le posizioni espresse da Calabresi riprendano temi che la Lega, a suo dire, porta avanti da quindici anni. In particolare, il consigliere richiama la richiesta di mantenere il servizio della metropolitana più a lungo durante il fine settimana, misura indicata come utile per lavoratori, giovani e persone che rientrano tardi, oltre che per sostenere le attività della ristorazione e dei servizi.
Secondo il rappresentante leghista, il partito avrebbe avanzato queste proposte più volte in Consiglio comunale, incontrando però l’opposizione della maggioranza di centrosinistra. Piscina accusa la giunta di avere mantenuto un atteggiamento immobile e collega a questa gestione una città, nella sua valutazione, meno sicura, segnata dai cantieri e da tariffe sempre più onerose per le famiglie.
Il nodo della maggioranza
La contestazione principale riguarda la coerenza tra le aperture attribuite a Calabresi e il rapporto con la coalizione che amministra Milano. Piscina chiede come sia possibile sostenere il prolungamento degli orari della metropolitana e una maggiore attenzione alla realtà cittadina restando, secondo la sua ricostruzione, all’interno di una maggioranza che avrebbe respinto le proposte della Lega.
Il consigliere afferma quindi che le posizioni di Calabresi rischierebbero di rimanere un esercizio di stile finché il giornalista continuerà a essere, nelle parole di Piscina, legato alla sinistra. Nel suo intervento cita anche Silvia Sardone e sostiene che soltanto con la Lega alla guida della città sarebbe possibile attuare le misure indicate. Il riferimento finale è alle promesse sulla riapertura dei Navigli e sul modello della città a quindici minuti, attribuite a Beppe Sala.