Trasporto pubblico

Sciopero Atm di 24 ore, venerdì 13 novembre stop a Milano

La protesta potrebbe fermare metropolitane, vetture e collegamenti nelle fasce non tutelate

Sciopero Atm di 24 ore, venerdì 13 novembre stop a Milano

Milano si prepara a una giornata di possibili disagi per il trasporto pubblico locale. Il personale del gruppo Atm è stato chiamato a incrociare le braccia per 24 ore, venerdì 13 novembre, nell’ambito dello sciopero proclamato dalla sigla sindacale Al Cobas Sgc e registrato dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.

La mobilitazione coinvolgerà, secondo le modalità dell’agitazione, i servizi di metropolitana, autobus e tram gestiti da Atm. L’azienda non aveva ancora diffuso comunicazioni definitive sull’effettiva adesione e sull’andamento della circolazione, ma il servizio dovrebbe rispettare le consuete fasce di garanzia: dall’avvio delle corse fino alle 8.45 e dalle 15 alle 18.

Le ragioni della protesta

Al di fuori degli orari garantiti, la circolazione potrà subire riduzioni significative o essere completamente sospesa. L’entità dei disagi dipenderà dal numero di lavoratori che aderiranno allo sciopero e dalle conseguenti decisioni operative dell’azienda. Pendolari e passeggeri sono quindi chiamati a mettere in conto possibili attese e cancellazioni durante il resto della giornata.

La protesta si inserisce in un confronto ormai lungo tra i lavoratori, la rappresentanza sindacale e l’amministrazione comunale. Al Cobas contesta alla Giunta e al Consiglio comunale di non aver affrontato in modo adeguato le vertenze aperte. Secondo il sindacato, il braccio di ferro prosegue da oltre quattro anni e ha già portato alla proclamazione di sedici scioperi da parte della stessa sigla.

Tra le preoccupazioni espresse dall’organizzazione c’è anche il rischio di una privatizzazione dei servizi. Al Cobas sostiene che l’iniziativa non abbia natura corporativa, ma sia finalizzata alla difesa del carattere pubblico del trasporto e della qualità del servizio per cittadini e dipendenti. Nel mirino viene indicato anche il sindaco di Milano, accusato dal sindacato di non assumere pienamente le proprie responsabilità istituzionali.

Le richieste dei lavoratori

La piattaforma rivendicativa si articola in cinque punti. Il primo riguarda un aumento salariale netto di 150 euro al mese, non collegato alla produttività. Seguono la richiesta di turni più sostenibili, con orari ridotti e maggiori certezze su ferie e riposi, e quella di investimenti aggiuntivi per la manutenzione dei mezzi e la sicurezza di autisti e passeggeri.

Il sindacato chiede inoltre di bloccare qualsiasi ipotesi di privatizzazione, mantenendo una gestione interamente in house, e di garantire un maggiore coinvolgimento di lavoratori e cittadini nelle scelte strategiche sulla mobilità urbana. Per la giornata dello sciopero, l’unico punto fermo resta dunque il rispetto delle fasce garantite, mentre nelle altre ore il servizio Atm potrà funzionare in modo ridotto o fermarsi del tutto.