Inchiesta online

Su Telegram oltre mille estremisti pianificano violenze a Milano

Messaggi con richiami al fascismo e minacce contro chi ha partecipato alle proteste, secondo la testimonianza di Andrea Borello.

Su Telegram oltre mille estremisti pianificano violenze a Milano

Una chat Telegram con oltre mille iscritti sarebbe stata utilizzata da ambienti dell’estrema destra per diffondere nostalgie fasciste, insulti razzisti e propositi di violenza contro i manifestanti scesi in piazza a Milano. Il gruppo, denominato 24 ottobre per difendere Milano, è stato raccontato da Andrea Borello, attivista social ed esponente del Partito Democratico, che ha riferito di essere entrato nel canale dopo aver ricevuto alcune segnalazioni.

Secondo la sua testimonianza, all’interno della chat non circolerebbero soltanto simboli e messaggi di propaganda fascista, ma anche inviti a organizzarsi per raggiungere la città e affrontare fisicamente i partecipanti alle proteste. Borello ha attribuito la promozione del gruppo a un tesserato di Futuro Nazionale, descritto come attivista e opinionista politico di estrema destra con un seguito di migliaia di persone sui social. Le accuse dovranno essere verificate e, come annunciato dall’attivista, saranno sottoposte alla Procura attraverso una denuncia.

I contenuti della chat

Nei messaggi, stando al resoconto, comparirebbero saluti tra camerati, immagini di Benito Mussolini e riferimenti espliciti al fascismo. Alcuni partecipanti avrebbero invocato la riapertura dei campi di concentramento, il ritorno dei forni crematori e uno sterminio categorico. In altri interventi si farebbe riferimento a una presunta guerra spirituale e alla necessità di colpire chi aveva preso parte alle manifestazioni.

La conversazione avrebbe inoltre richiamato l’esperienza di Articolo52, gruppo accusato in passato di aver organizzato ronde anti-maranza e aggressioni contro persone ritenute sospette a Milano. Il linguaggio usato nella chat, secondo Borello, sarebbe passato dalle minacce generiche all’ipotesi di azioni concrete: tra i messaggi sarebbero comparsi inviti a portare spray al peperoncino, a fare casino e a non limitarsi alle manganellate delle forze dell’ordine.

Un secondo gruppo più ristretto

Borello ha riferito anche dell’esistenza di una seconda chat, con accesso più selettivo. Per entrarvi, gli interessati avrebbero dovuto inviare all’organizzatore un video contenente una frase offensiva nei confronti di Allah. L’obiettivo dichiarato, secondo la ricostruzione dell’attivista, sarebbe stato escludere i musulmani e ridurre il rischio di infiltrazioni.

Il gruppo principale sarebbe stato affiancato da alcuni coordinatori, indicati come fedelissimi dell’organizzatore. Il progetto, sempre secondo quanto riferito da Borello, prevedeva la presenza a Milano per affrontare i manifestanti e trasformare l’odio diffuso online in un’azione di strada. L’attivista ha sostenuto che la rete potrebbe non esaurirsi con il 24 ottobre e che potrebbero esistere gruppi analoghi dedicati ad altre città italiane.

La vicenda pone ora il tema dell’identificazione dei responsabili e della verifica delle minacce contenute nelle conversazioni. Sarà necessario accertare l’autenticità dei messaggi, la reale consistenza del gruppo e l’eventuale presenza di piani organizzati per aggressioni. Le frasi sullo sterminio e le ipotesi di spedizioni punitive, se confermate, non riguarderebbero soltanto provocazioni sui social, ma possibili propositi di violenza contro persone individuate come bersaglio.