Quartiere milanese

Via Celentano, querela dopo le minacce sulle segnalazioni

La denuncia è stata presentata in seguito a commenti ostili e riferimenti a possibili conseguenze legali.

Via Celentano, querela dopo le minacce sulle segnalazioni

Alle quattro del mattino, in un venerdì non meglio precisato, in via Celentano è stato urlato un insulto che, secondo il racconto dell’autore dell’articolo, sarebbe stato rivolto a lui. La ricostruzione collega l’episodio alle segnalazioni pubblicate nei giorni precedenti sui social network, dedicate a situazioni di degrado e a presunti episodi di spaccio nella zona.

L’autore sostiene di avere trovato sul proprio profilo Instagram commenti e messaggi dai quali avrebbe ricavato che l’insulto era riferito alla sua attività di denuncia. Nei contenuti pubblicati vengono citati anche schiamazzi notturni, persone che rimarrebbero in strada fino a tarda ora e il disagio provocato ai residenti, in particolare agli anziani e a chi deve lavorare la mattina presto.

La querela presentata in Procura

Nel testo vengono riferite inoltre accuse rivolte agli abitanti della zona e ai sacerdoti della parrocchia vicina, senza che siano però precisate responsabilità individuali. L’autore afferma di essere stato minacciato di conseguenze giudiziarie per avere diffuso video ritenuti lesivi della privacy di alcune persone riprese durante le ore notturne.

Di fronte a quelle contestazioni, il giornalista pubblicista dichiara di avere scelto di rivolgersi direttamente alla magistratura. Ha quindi consegnato alla Procura i video e gli altri materiali, allegandoli a una querela. L’iniziativa, spiega, è stata assunta per consentire agli inquirenti di valutare i fatti e accertare l’eventuale rilevanza delle minacce ricevute.

Il confronto sul degrado

La vicenda si inserisce nel confronto sul degrado denunciato dall’autore in via Celentano. Nel suo racconto vengono chiamati in causa anche un locale già sottoposto, secondo quanto riferito, a precedenti chiusure e alcuni frequentatori dell’area. Si tratta di circostanze riportate nell’articolo e che dovranno eventualmente essere verificate dagli organi competenti.

Il giornalista rivendica infine il diritto di continuare a occuparsi delle notti nella zona, affidando alle forze dell’ordine la tutela della libertà di stampa e dell’attività politica. La sua posizione è che la documentazione raccolta possa contribuire a chiarire sia l’origine dei messaggi intimidatori sia le condizioni denunciate dai residenti.