Danni permanenti

Incidente in provincia di Milano, risarcimento da 500mila euro

Il conducente della vettura è stato ritenuto responsabile dell’impatto e dovrà coprire conseguenze fisiche, professionali e psicologiche.

Incidente in provincia di Milano, risarcimento da 500mila euro

Un motociclista di 30 anni dovrà ricevere un risarcimento complessivo di quasi 500mila euro dopo essere rimasto coinvolto in un grave sinistro avvenuto nell’agosto 2021 in un comune tra Milano e Varese. L’uomo, operaio, era in sella a una Harley-Davidson quando fu travolto da una Fiat Panda che non rispettò lo stop all’incrocio.

Le conseguenze dell’impatto sono state particolarmente pesanti. Il motociclista ha riportato un’invalidità permanente del 48%, difficoltà nella deambulazione e l’impossibilità di mantenere a lungo la posizione eretta. Per la ripresa sono stati necessari 198 giorni e, secondo quanto ricostruito nel procedimento, le lesioni hanno inciso anche sulla capacità di svolgere il proprio lavoro.

La responsabilità dell’automobilista

Il conducente della Panda è stato ritenuto pienamente responsabile dal Tribunale di Milano. Il giudice Marco Carbonaro ha osservato che l’automobilista avrebbe dovuto verificare con maggiore attenzione le condizioni del traffico prima di impegnare l’intersezione, rispettando l’obbligo di arrestarsi davanti al segnale di stop. In questo modo, secondo la sentenza, avrebbe potuto vedere la moto e concederle la precedenza.

Nel procedimento è stata esaminata anche la velocità della Harley-Davidson. Una relazione cinematica aveva indicato che il motociclista viaggiava a 59 chilometri orari, nove oltre il limite previsto. Per il giudice, tuttavia, questo elemento non era sufficiente ad attribuirgli una responsabilità nel sinistro, considerando che procedeva su una strada rettilinea, con diritto di precedenza, in condizioni diurne e di buona visibilità.

Le conseguenze sulla vita personale

La valutazione del risarcimento ha tenuto conto anche della componente morale. Le lesioni hanno provocato una disfunzione erettile ritenuta non curabile nemmeno con i farmaci, con ripercussioni sulla sfera fisica, psicologica e familiare dell’uomo. La sentenza ha considerato il peso della condizione su una persona giovane, sulla relazione con il figlio ancora piccolo e sulla possibilità di condurre una vita simile a quella precedente all’incidente.

Agli esiti fisici si è aggiunta una sintomatologia ansioso-depressiva, legata alla sofferenza interiore e alla consapevolezza dei cambiamenti permanenti nella quotidianità. Il tribunale ha quantificato in circa 470mila euro i danni non patrimoniali e in quasi 28mila euro le spese mediche, per un totale vicino al mezzo milione. Di questa somma, 211mila euro erano già stati versati in due tranche: 154mila euro il 24 ottobre 2022 e 57.300 euro il 14 luglio 2023.