L’ex Centro civico di viale Ungheria, immobile di proprietà del Comune di Milano, è stato nuovamente preso di mira durante la notte. Un gruppo di vandali ha imbrattato la facciata esterna della struttura, riportando l’attenzione sulle condizioni dell’edificio e sulle segnalazioni relative a intrusioni e occupazioni abusive.
A rendere noto l’episodio sono stati Francesco Rocca, consigliere comunale, e Davide Rocca, consigliere del Municipio 4, entrambi esponenti di Fratelli d’Italia. Secondo quanto riferito dai due rappresentanti politici, il danneggiamento si inserisce in una situazione già denunciata più volte agli uffici dell’amministrazione comunale.
Le segnalazioni sull’immobile
I consiglieri sostengono di aver informato Palazzo Marino a partire dal mese di marzo della presenza di persone che entrerebbero nell’edificio e lo occuperebbero abusivamente. Le loro segnalazioni, affermano, non avrebbero finora prodotto una soluzione definitiva per impedire nuovi accessi e preservare la struttura.
Nel mirino dei due esponenti di Fratelli d’Italia ci sono anche gli interventi adottati per limitare il fenomeno. Rocca e Rocca li definiscono insufficienti e chiedono una messa in sicurezza effettiva dell’immobile, ritenendo poco adeguati i provvedimenti provvisori con catenelle e lucchetti, che a loro giudizio non impedirebbero a lungo le intrusioni.
La richiesta di riqualificazione
La vicenda viene inoltre collegata alla mancata riqualificazione dell’ex Centro civico. I consiglieri accusano la maggioranza che governa Milano di non aver mantenuto gli impegni assunti sul recupero dell’area e parlano di una situazione rimasta irrisolta per 15 anni.
La posizione di Fratelli d’Italia richiama anche la collocazione dell’edificio, indicato come vicino a una scuola e a supercondomini. Proprio per questo, secondo i due esponenti, sarebbe necessario intervenire prima che si verifichino ulteriori episodi di degrado o nuovi atti vandalici.
Francesco Rocca e Davide Rocca annunciano infine che continueranno a segnalare le criticità legate all’immobile e chiedono al Comune di Milano, in quanto proprietario, di adottare misure più incisive. Nel testo diffuso dai consiglieri non vengono riportate dichiarazioni dell’amministrazione comunale sulle accuse e sulle richieste avanzate.