Il 15 ottobre NAMA, il Nuovo Anfiteatro Martesana di Milano, ospiterà un concerto della rapper argentina Sara Hebe. L’evento è stato annunciato sulla pagina del Leoncavallo come serata benefit a favore del centro sociale, con la formula NAMA e LEONCAVALLO presentano. L’ingresso è fissato a 11 euro, oltre alla tessera NAMA, e la partecipazione è riservata ai soci.
La vicenda solleva un interrogativo sul ruolo dell’amministrazione comunale. NAMA opera infatti all’interno di un immobile del Comune di Milano e la struttura è gestita dall’associazione Ecologia Turismo Cultura, indicata negli atti come ETC. La concessione degli spazi interni dell’anfiteatro è stata aggiudicata nel 2023 per il triennio 2024-2026, con un canone annuo previsto di 13.120 euro, al netto degli oneri accessori. L’accordo prevede inoltre la possibilità di scomputare dal canone le spese sostenute per interventi di recupero edilizio e impiantistico.
Il rapporto economico con l’amministrazione
Agli spazi si aggiungono i rapporti economici con il Comune e con il Municipio 2. Negli atti consultati risultano, a favore di ETC, due contributi assegnati nel 2024, rispettivamente di 4.350 e 3.660 euro. Nel 2025 compare un contributo municipale di 15.000 euro, insieme a un affidamento da 12.246 euro per la Festa dello Sport e a uno da 2.500 euro per l’iniziativa La Martesana dei Babbi Natale.
Per il 2026 risultano ulteriori 15.000 euro di contributo municipale, 29.960 euro di contributo pubblico per la Summer Arena e un affidamento da 12.270 euro per la Festa dello Sport. Il valore complessivo delle voci individuate è di 94.986 euro, tra contributi e affidamenti. Si tratta però di somme riferite a progetti e prestazioni differenti, non del bilancio del concerto del 15 ottobre. Inoltre, gli importi concessi o contrattualizzati non possono essere automaticamente considerati già incassati.
Le richieste di chiarimento
Dai documenti esaminati non emerge un finanziamento comunale specificamente destinato alla serata benefit. Non sarebbe quindi corretto sostenere che Palazzo Marino abbia pagato il concerto. Resta tuttavia aperta la questione del possibile sostegno indiretto, legato all’utilizzo di un bene pubblico e al rapporto economico tra l’amministrazione e il soggetto che gestisce NAMA.
Le domande riguardano l’organizzazione e la rendicontazione dell’iniziativa: chi sosterrà i costi della serata, quale quota degli incassi sarà destinata al Leoncavallo e se verranno impiegati personale, attrezzature o servizi finanziati nell’ambito di progetti comunali. Da chiarire anche quali condizioni della concessione disciplinino l’organizzazione di eventi benefit a favore di soggetti terzi.
La richiesta rivolta a Palazzo Marino e al Municipio 2 è di rendere pubblico il quadro completo dei contributi, degli affidamenti, delle somme effettivamente liquidate e degli eventuali scomputi del canone riconosciuti a ETC. La distinzione contabile tra attività finanziate e concerto benefit è necessaria, ma secondo l’impostazione dell’articolo non esaurisce il tema politico: occorre spiegare dove finisca la politica culturale dell’amministrazione e dove inizi un eventuale sostegno, anche solo indiretto, al Leoncavallo.