Università globali

Il Politecnico di Milano sale al 157° posto nel ranking mondiale

L’ateneo conquista per la prima volta la fascia d’élite dopo tre anni tra le posizioni 201 e 250.

Il Politecnico di Milano sale al 157° posto nel ranking mondiale

Il Politecnico di Milano entra per la prima volta tra le prime 200 università del mondo. L’ateneo si è classificato al 157° posto nella nuova edizione del Times Higher Education World University Rankings, che ha preso in esame 2.297 istituzioni accademiche a livello globale.

Il risultato segna un netto miglioramento rispetto agli ultimi tre anni, durante i quali il Politecnico era rimasto nella fascia compresa tra la 201ª e la 250ª posizione. La crescita riflette principalmente le performance registrate negli ambiti della ricerca, della didattica e dell’internazionalizzazione.

La ricerca traina la crescita

Il progresso più significativo riguarda l’indicatore Research Environment, dedicato all’ambiente della ricerca. In quest’area il Politecnico è passato dal 126° al 95° posto nella graduatoria mondiale. Anche il parametro relativo all’internazionalizzazione, denominato International Outlook, ha registrato un avanzamento: l’ateneo è salito dal 503° al 457° posto.

Nel settore Teaching, che misura la qualità della didattica, il Politecnico si è posizionato al 140° posto. Resta inoltre particolarmente solido il rapporto con il mondo produttivo: nell’area Industry, dedicata al legame tra università e imprese, l’ateneo ha ottenuto 97,7 punti su 100.

Il commento della rettrice

La rettrice Donatella Sciuto ha sottolineato che i ranking non rappresentano un obiettivo in sé, ma uno strumento per rendere visibile a livello internazionale la qualità del Politecnico e sostenere la capacità di attrarre talenti. L’ingresso tra le prime 200 università, secondo la rettrice, è il risultato del lavoro dell’intera comunità accademica.

Nel suo commento, Sciuto ha attribuito il risultato al contributo di docenti, ricercatrici e ricercatori, personale tecnico-amministrativo, studentesse e studenti. La reputazione internazionale, ha osservato, deriva dalla qualità della ricerca e della formazione, sulle quali l’ateneo intende continuare a investire.

Il ranking Times Higher Education viene elaborato sulla base di 18 indicatori, suddivisi in cinque aree: didattica, ambiente della ricerca, qualità della ricerca, internazionalizzazione e rapporti con l’industria. La valutazione combina i dati forniti dagli atenei, i sondaggi reputazionali rivolti a docenti ed esperti e l’analisi di pubblicazioni e citazioni scientifiche raccolte nel database Scopus.

Per quanto riguarda gli atenei italiani, la prima posizione nazionale è occupata dall’Università di Bologna, che per il settimo anno consecutivo si conferma al vertice. L’università emiliana si è collocata al 111° posto mondiale, migliorando di 19 posizioni.