L’avvocato Matteo Politano, difensore di Nicolae Novacenco, noto nel mondo della musica come 351 Bratan, ha annunciato un ricorso al Tar contro l’espulsione e la valutazione di pericolosità sociale disposte nei confronti del 31enne. Il trapper è stato rimpatriato in Moldavia nella mattinata di domenica 27 settembre.
Secondo il legale, il provvedimento sarebbe stato adottato senza considerare adeguatamente la situazione personale e familiare dell’uomo. Politano ha definito quello di Novacenco il rimpatrio più veloce della storia e ha sostenuto che la vicenda abbia assunto una dimensione più politica che giudiziaria. La difesa contesta inoltre la valutazione di pericolosità sociale, ritenendo sproporzionata la misura rispetto ai fatti contestati.
I precedenti e il blocco della Milano-Meda
La pericolosità sociale, ha spiegato l’avvocato, sarebbe stata motivata da due precedenti di lieve entità: uno relativo al porto di un manganello telescopico e l’altro al possesso di sostanze stupefacenti. A questi elementi si aggiunge il blocco della Milano-Meda, avvenuto durante le riprese di un videoclip e ancora oggetto di indagine.
Proprio sulla vicenda della strada, Politano ha ridimensionato la durata dell’interruzione, affermando che sarebbe stata di sei o sette minuti. Il legale ha contestato la ricostruzione diffusa da alcuni titoli di stampa e da esponenti politici, sottolineando che Novacenco non sarebbe stato ancora giudicato per quel fatto.
La situazione familiare e lavorativa
La difesa ha richiamato anche i legami del 31enne con l’Italia. Novacenco, secondo quanto riferito dall’avvocato, aveva un permesso di soggiorno di lungo periodo e viveva nel Paese dal 2009. In Italia sarebbero rimasti la moglie, un figlio di nove mesi e una casa acquistata con un mutuo.
Politano ha aggiunto che il trapper non svolge soltanto attività musicale, ma lavora anche come corriere. La difesa sostiene quindi che nel provvedimento non sia stata valutata in modo sufficiente la sua condizione familiare, abitativa e lavorativa. Novacenco è stato trasferito in Moldavia, Paese di nascita nel quale, secondo il legale, sarebbe tuttavia straniero e non parlerebbe nemmeno la lingua moldava.
L’avvocato ha infine annunciato un ricorso d’urgenza al Tar Lombardia. Lo stesso Politano ha però evidenziato le difficoltà legate ai tempi della giustizia amministrativa: anche una procedura urgente, ha spiegato, potrebbe richiedere uno o due mesi, o persino un periodo più lungo. Per la difesa, il ritardo rischia di compromettere la tutela della persona espulsa.