Studio clinico

San Raffaele: risultati duraturi per la sindrome di Wiskott-Aldrich

Ventisette persone seguite fino a oltre tredici anni mostrano meno infezioni e sanguinamenti dopo una sola infusione

San Raffaele: risultati duraturi per la sindrome di Wiskott-Aldrich

Una singola infusione di cellule staminali ematopoietiche autologhe corrette geneticamente può produrre un beneficio clinico stabile nei pazienti con sindrome di Wiskott-Aldrich, rara malattia genetica che compromette il sistema immunitario e la funzione delle piastrine. È quanto emerge dai dati pubblicati sul New England Journal of Medicine, con Alessandro Aiuti, primario di Immunoematologia pediatrica dell’Irccs ospedale San Raffaele, tra gli autori principali dello studio.

La ricerca ha analizzato gli esiti di 27 pazienti trattati con etuvetidigene autotemcel, una terapia sviluppata per correggere il difetto genetico alla base della patologia. I partecipanti sono stati seguiti per almeno 5,7 anni e, in alcuni casi, per oltre 13 anni. La sopravvivenza a uno e cinque anni è risultata pari al 96%. Dopo il trattamento si è osservata una marcata riduzione delle infezioni gravi e degli episodi di sanguinamento moderato o severo.

Una malattia genetica rara

La sindrome è legata ad alterazioni del gene WAS, localizzato sul cromosoma X, che contiene le informazioni necessarie alla produzione della proteina WASP. La patologia colpisce quasi esclusivamente i maschi e ha un’incidenza stimata in quattro persone ogni milione. I primi segnali compaiono generalmente nei mesi iniziali di vita e comprendono piastrine basse e di piccole dimensioni, sanguinamenti ricorrenti, infezioni, eczema e manifestazioni autoimmuni o autoinfiammatorie.

Le terapie di supporto, tra cui immunoglobuline, antimicrobici, trasfusioni di piastrine e farmaci immunosoppressori, possono contenere alcune complicanze ma non intervengono sulla causa genetica. Il trapianto allogenico di cellule staminali può essere curativo, ma richiede un donatore compatibile e comporta rischi come infezioni, rigetto, mancato attecchimento e malattia del trapianto contro l’ospite.

Il trattamento e il monitoraggio

Nel trattamento descritto nello studio, le cellule staminali ematopoietiche vengono prelevate dal paziente e corrette in laboratorio mediante un vettore lentivirale, che introduce una copia funzionante del gene WAS. Dopo una preparazione con chemioterapia a intensità ridotta, le cellule vengono reinfuse. L’obiettivo è consentire la produzione progressiva di cellule del sangue e del sistema immunitario capaci di esprimere la proteina WASP.

I dati derivano da due studi clinici prospettici e da un programma di accesso allargato. Nei pazienti è stato osservato un attecchimento stabile delle cellule corrette, il ripristino progressivo della proteina nelle cellule immunitarie e nelle piastrine e un miglioramento della risposta immunitaria. All’ultimo controllo, tutti avevano sospeso la terapia sostitutiva con immunoglobuline; a tre anni dal trattamento, tutti avevano abbandonato l’ambiente protetto, oltre l’80% frequentava la scuola o l’asilo e circa la metà praticava attività sportiva.

Tra gli eventi avversi di grado 3 o superiore, il più frequente è stata un’infezione associata al catetere venoso centrale. Nessun evento è stato attribuito al prodotto di terapia genica e non è emersa evidenza di oncogenesi. Il programma è stato sviluppato dall’SR-Tiget, istituto nato dalla collaborazione tra l’Irccs ospedale San Raffaele e Fondazione Telethon, insieme all’Unità di Immunoematologia Pediatrica e Trapianto di Midollo Osseo dell’ospedale milanese.

Il percorso di ricerca è iniziato oltre vent’anni fa e ha portato alla pubblicazione di precedenti risultati clinici su Science e The Lancet Haematology. Tra dicembre 2025 e gennaio 2026 la terapia etuvetidigene autotemcel, commercializzata con il nome Waskyra, ha ottenuto l’autorizzazione al commercio nell’Unione europea e negli Stati Uniti. Lo sviluppo ha coinvolto anche GlaxoSmithKline e Orchard Therapeutics; Fondazione Telethon ne è ora titolare nell’ambito di un modello non profit.