Studio scientifico

Quattro pazienti con lesione midollare camminano con un impianto

Il dispositivo ha permesso di recuperare la stazione eretta e la deambulazione dopo mesi di esercizi intensivi

Quattro pazienti con lesione midollare camminano con un impianto

Quattro persone con lesione midollare traumatica completa hanno recuperato la capacità di mantenere la posizione eretta e di camminare con un deambulatore grazie all’impianto di un neurostimolatore midollare. Il risultato è descritto in uno studio pubblicato su Med – Cell Press e condotto nell’ambito del laboratorio Mine, Modular Implantable Neuroprostheses, nato dalla collaborazione tra l’Università Vita-Salute San Raffaele e la Scuola Superiore Sant’Anna.

La ricerca è stata svolta all’Irccs Ospedale San Raffaele da un gruppo guidato da Pietro Mortini, direttore dell’Unità di Neurochirurgia e Radiochirurgia Gamma Knife e professore ordinario di Neurochirurgia all’Università Vita-Salute San Raffaele, e da Silvestro Micera, professore di Bioingegneria alla Scuola Superiore Sant’Anna. I partecipanti erano affetti da lesioni traumatiche croniche localizzate tra le vertebre T4 e T7, classificate AIS A o B e considerate funzionalmente complete dal punto di vista motorio.

Il controllo attraverso il tronco

La tecnica si basa sulla stimolazione elettrica epidurale del midollo spinale, una delle strategie sperimentate per favorire il recupero di alcune funzioni motorie dopo una lesione. In questo caso i ricercatori hanno osservato che, modificando la posizione del corpo, cambia anche la risposta degli arti inferiori alla stimolazione: l’estensione del ginocchio, necessaria a sostenere il peso, può lasciare spazio alla flessione coordinata di anca, ginocchio e caviglia che consente di compiere un passo.

Il passaggio può essere attivato direttamente dal paziente attraverso una lieve estensione volontaria del tronco, pari in media a circa 9 gradi, senza intervenire sulle impostazioni dello stimolatore. Il meccanismo è stato definito dagli autori trunk-mediated control, cioè controllo mediato dal tronco. Secondo l’ipotesi formulata nello studio, il movimento del busto modifica temporaneamente i rapporti anatomici tra le strutture nervose e gli elettrodi, variando l’effetto della stimolazione.

Quattro mesi di riabilitazione

La strategia è stata valutata nei primi quattro partecipanti dello studio. Dopo l’impianto di uno stimolatore midollare disponibile in commercio e quattro mesi di riabilitazione intensiva, tutti sono riusciti a mantenere la posizione eretta e a camminare con un deambulatore, senza assistenza manuale e senza sistemi di sostegno del peso corporeo.

Per tutti, il punteggio WISCI II, utilizzato per misurare la capacità di cammino nelle persone con lesione midollare, è passato da 0 a 9. Uno dei partecipanti ha percorso 132 metri in 42 minuti di cammino continuo. Il gruppo ha inoltre affrontato curve, pendenze e superfici esterne irregolari; tre partecipanti sono riusciti a mantenere la posizione eretta sostenendosi con una sola mano e usando l’altra per semplici attività quotidiane.

Il percorso riabilitativo ha avuto un ruolo centrale nell’esito osservato. Il programma, seguito quotidianamente con la guida dei fisioterapisti, è iniziato con esercizi per il controllo del tronco e l’attivazione degli arti inferiori tramite neurostimolazione. Le attività sono poi proseguite con la stazione eretta, il trasferimento del peso e infine il cammino con deambulatore, insegnando ai partecipanti a utilizzare in modo progressivamente più efficace la stimolazione durante i diversi movimenti.