La gip di Milano Rossana Mongiardo ha accolto la richiesta della procura e disposto l’archiviazione per 18 militanti di estrema destra indagati in relazione alla manifestazione del 2023 dedicata alla memoria di Sergio Ramelli. Il procedimento riguardava i saluti romani e la chiamata al presente durante il corteo commemorativo.
La valutazione della procura
Per il pm Alessandro Gobbis, il gesto compiuto nel corso della manifestazione non sarebbe riconducibile a un’ideologia di intolleranza e discriminazione. Secondo la ricostruzione contenuta nella richiesta, il saluto romano sarebbe invece legato all’intento di ricordare la memoria di un ragazzo che aveva espresso il proprio pensiero politico.
I 18 partecipanti erano indagati per manifestazione fascista e per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale. Le contestazioni erano riferite ai comportamenti tenuti durante la cerimonia in ricordo di Ramelli, militante del Fronte della Gioventù ucciso a Milano nel 1975.
Il cambio di orientamento
Nella richiesta di archiviazione, Gobbis ha osservato che celebrazioni di questo tipo si susseguono da anni a Milano e che, in relazione a esse, non sarebbero mai stati individuati elementi sufficienti per ritenere concretamente minacciato l’impianto democratico della Repubblica italiana. In particolare, non sarebbe emerso un pericolo effettivo collegato alla possibile ricostituzione del partito fascista.
La decisione segna un cambio di rotta della procura di Milano rispetto ai procedimenti precedenti. Negli ultimi anni, infatti, l’ufficio giudiziario aveva chiesto il processo per episodi analoghi legati ai saluti romani nelle manifestazioni commemorative. In questo caso, invece, la richiesta di non procedere è stata accolta dalla giudice per le indagini preliminari, chiudendo il procedimento nei confronti dei 18 indagati.