Sicurezza clinica

Riapre il centro Pma del San Raffaele dopo lo scambio

Dopo l’episodio, la struttura annuncia verifiche su identificazione, tracciabilità e gestione delle attività.

Riapre il centro Pma del San Raffaele dopo lo scambio

Ha riaperto il Centro di procreazione medicalmente assistita del San Raffaele, coinvolto in un caso di scambio di embrioni. La ripresa completa delle attività è stata comunicata dall’ospedale attraverso una nota, dopo un periodo dedicato alla revisione delle procedure interne.

Secondo quanto riferito dalla struttura, nelle ultime settimane sono state implementate le azioni correttive e preventive previste dal piano di miglioramento. Il lavoro ha riguardato in particolare l’identificazione delle pazienti e dei materiali biologici, la tracciabilità dei diversi passaggi e l’organizzazione delle attività del centro.

Procedure e controlli

La riapertura arriva quindi al termine di un intervento volto a rafforzare i sistemi di verifica lungo il percorso della procreazione assistita. L’obiettivo indicato dall’ospedale è ridurre il rischio di errori nella gestione dei materiali biologici e assicurare una maggiore tracciabilità delle operazioni.

«Riprendere oggi pienamente l’attività del Centro significa innanzitutto farlo con piena consapevolezza della gravità di quanto accaduto», ha dichiarato Enrico Papaleo, responsabile del centro di medicina della riproduzione del San Raffaele. Il dirigente ha aggiunto che un episodio di questo tipo non può essere minimizzato, perché riguarda persone che affidano alla struttura un progetto di vita considerato importante e delicato.

Papaleo ha spiegato che quanto avvenuto è stato analizzato in profondità e che, sulla base di questa verifica, sono state rafforzate le procedure e i sistemi di controllo. Nel suo intervento ha inoltre sottolineato l’importanza di riconoscere e segnalare tempestivamente le criticità, analizzarle con trasparenza e intervenire per migliorare i processi.

L’attività del centro

Il centro segue ogni anno circa 1.000 coppie ed esegue approssimativamente 2.500 cicli di Pma. Sono i numeri forniti dall’ospedale per descrivere il volume dell’attività e il numero di persone coinvolte nei percorsi di fecondazione assistita.

La direzione del San Raffaele ha ribadito che la fiducia dei pazienti non può essere considerata acquisita, ma deve essere riconquistata quotidianamente attraverso competenza, trasparenza e attenzione alla sicurezza. La ripresa del servizio è stata presentata come il risultato delle misure adottate dopo l’analisi dell’accaduto.