Vertenza scolastica

Scuola, il tribunale annulla l’atto e riapre il confronto

Condanna da 3mila euro per il Ministero; contestati criteri destinati a insegnanti e personale amministrativo.

Scuola, il tribunale annulla l’atto e riapre il confronto

Il Tribunale di Milano ha riconosciuto la condotta antisindacale dell’Iis Curie Sraffa, istituto di istruzione superiore di via Fratelli Zoia, e ha disposto l’annullamento dell’atto unilaterale adottato dalla dirigente scolastica Raffaella D’Amore. La pronuncia impone inoltre la riapertura immediata della contrattazione d’istituto, nel rispetto delle prerogative delle organizzazioni sindacali e della privacy.

Il ricorso dei sindacati

La decisione è stata presa dalla sezione Lavoro del tribunale, con il giudice Eleonora Palmisani, che ha accolto il ricorso presentato da Uil Scuola, Flc Cgil e Snals Confsal di Milano ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori. Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, il giudice ha ritenuto illegittimo il ricorso continuativo agli atti unilaterali per oltre cinque anni, compresi gli anni scolastici 2023/24, 2024/25 e 2025/26.

Al centro della controversia c’è la contrattazione integrativa dell’istituto, che, secondo i sindacati, sarebbe rimasta sistematicamente paralizzata dal 2021/2022 al 2025/2026. Il confronto riguardava in particolare la ripartizione e l’utilizzo delle risorse destinate alla valorizzazione del personale, il cosiddetto fondo per il merito.

La ricostruzione contenuta nella nota sindacale è che la dirigenza, pur convocando formalmente le organizzazioni, avrebbe mantenuto una posizione rigida, impedendo il raggiungimento di un’intesa e imponendo successivamente la propria linea attraverso atti unilaterali provvisori. L’ultimo provvedimento contestato risalirebbe al 19 marzo 2026.

I criteri per il personale

La pronuncia ha censurato anche i criteri utilizzati per la valutazione di docenti e personale Ata. Tali criteri sono stati giudicati empirici, arbitrari e privi di indicatori oggettivi, in contrasto con i principi di trasparenza e imparzialità nell’impiego delle risorse pubbliche.

Il Ministero dell’Istruzione è stato condannato al pagamento di 3mila euro per le spese legali. La decisione, depositata dopo l’udienza del 25 agosto, stabilisce che il negoziato interno venga riaperto e condotto nel rispetto delle competenze riconosciute alle rappresentanze sindacali e delle norme sulla riservatezza.

La responsabile di Uil Scuola Milano, Ester Greco, ha definito la pronuncia un riconoscimento della necessità di garantire regole corrette nelle relazioni sindacali. Greco ha inoltre auspicato un cambio di rotta e un intervento dell’Ufficio scolastico regionale della Lombardia, chiamato, secondo la sindacalista, a vigilare sul rispetto delle procedure per evitare nuovi contenziosi e possibili danni erariali.