Povertà urbana

Ad agosto migliaia in fila per un pasto

La onlus distribuisce pane, pasta, frutta e verdura; tra gli utenti anche pensionati alle prese con il caro vita.

Ad agosto migliaia in fila per un pasto

Anche nel mese di agosto, davanti alla sede del Pane Quotidiano di Milano, la distribuzione degli alimenti continua a richiamare migliaia di persone. Ogni giorno, secondo i dati forniti dall’associazione, tra 4.000 e 4.500 utenti si mettono in fila per ricevere un pasto e una busta con generi di prima necessità.

La coda si snoda in viale Toscana, dove le persone attendono sotto il caldo mentre i volontari dell’organizzazione preparano e consegnano le confezioni. All’interno ci sono prodotti come pane, pasta, verdura e frutta. L’attività non si interrompe durante l’estate, quando il bisogno alimentare continua a riguardare una parte consistente della popolazione.

La distribuzione non si ferma

Luigi Rossi, presidente del Pane Quotidiano, ha spiegato che la presenza della fila è costante anche nel periodo estivo. Tra gli alimenti distribuiti c’è anche la frutta di stagione: durante una delle giornate di servizio, ha raccontato, era disponibile l’anguria. Per l’associazione, la continuità delle richieste mostra come la necessità di un aiuto alimentare non sia legata soltanto ai mesi più difficili dell’anno.

Il Pane Quotidiano opera dal 1898 e distribuisce pacchi alimentari alle persone in difficoltà. In base alle indicazioni dell’associazione, il 65-70% degli utenti è composto da cittadini extracomunitari, mentre il restante 30% è formato da italiani. Tra questi ultimi, una parte significativa è costituita da pensionati che, secondo quanto riferito da Rossi, non riescono ad arrivare alla fine del mese con la propria pensione.

Il peso del costo della vita

La situazione descritta dal presidente viene collegata all’erosione del potere d’acquisto e all’aumento del costo della vita. Anche in una grande città come Milano, ha sottolineato Rossi, molte famiglie faticano a sostenere le spese fino alla fine del mese. La distribuzione alimentare diventa così un sostegno per persone e nuclei familiari che non riescono a coprire integralmente i bisogni quotidiani con le proprie entrate.