Controlli sanitari

Sequestrate 7.852 bombole di protossido d’azoto

Denunciato un 27enne: irregolarità nel deposito e sanzioni per 5mila euro

Sequestrate 7.852 bombole di protossido d’azoto

Un carico di 7.852 bombole di protossido d’azoto, destinato secondo gli accertamenti al mercato illegale, è stato intercettato e sequestrato dalle forze dell’ordine nel Milanese. L’operazione è scattata giovedì scorso in un deposito merci di Zibido San Giacomo, dove il materiale era stoccato in contenitori da 0,6 e 2 chilogrammi.

Al termine dell’ispezione, un 27enne è stato denunciato a piede libero. Il valore commerciale complessivo delle bombole è stato stimato in oltre 200mila euro. Nei confronti del giovane sono state inoltre contestate sanzioni amministrative per 5mila euro, mentre l’attività all’interno del magazzino è stata sospesa.

Le irregolarità nel deposito

I controlli, eseguiti dal Nucleo anti sofisticazioni e sanità, hanno fatto emergere diverse violazioni relative alla gestione, alla vendita e alla conservazione del prodotto. I locali, secondo quanto rilevato durante l’ispezione, non rispettavano le norme igienico-sanitarie e l’attività risultava priva della Scia, la segnalazione certificata di inizio attività necessaria per l’esercizio.

Nel deposito mancava anche il sistema di autocontrollo igienico previsto per le aziende del settore alimentare, noto con l’acronimo Haccp, che indica l’analisi dei rischi e dei punti critici di controllo. Le irregolarità hanno portato alla chiusura immediata della struttura e al sequestro dell’intero quantitativo rinvenuto.

L’uso ricreativo della sostanza

Il protossido d’azoto è utilizzato legalmente in ambito alimentare, ad esempio per montare la panna o nella preparazione di alcuni cocktail. La stessa sostanza viene però sempre più spesso inalata attraverso palloncini per ottenere brevi effetti esilaranti o dissociativi, soprattutto tra i più giovani. Per questo impiego viene comunemente indicata come “droga del palloncino”.

L’inalazione al di fuori dell’uso previsto può ridurre l’apporto di ossigeno al cervello e provocare asfissia e perdita di coscienza. Nei casi più gravi sono possibili anche arresto cardiaco e altri effetti immediati legati alla carenza di ossigeno. Il consumo prolungato può interferire con la sintesi della vitamina B12, con il rischio di danni neurologici permanenti, intorpidimento degli arti e deficit motori.

Tra i pericoli segnalati rientrano inoltre le ustioni da gelo alle vie aeree, dovute alla bassa temperatura del gas contenuto nelle bombole sotto pressione. Il sequestro nel deposito del Milanese ha così interrotto la disponibilità di una consistente quantità di prodotto destinata, secondo gli elementi emersi, a un utilizzo diverso da quello alimentare.