Giustizia e legittima difesa

Fontana sostiene la grazia per il gioielliere condannato per omicidio

Il governatore Fontana critica la condanna di Mario Roggero, sottolineando il trauma subito dalla vittima.

Fontana sostiene la grazia per il gioielliere condannato per omicidio

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha espresso il suo disappunto per la recente sentenza della Cassazione che ha confermato la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione per Mario Roggero, il gioielliere che cinque anni fa uccise due rapinatori durante un assalto alla sua gioielleria. Fontana, che ha un passato come avvocato penalista, ha dichiarato di voler sostenere la richiesta di grazia al presidente Sergio Mattarella, già preannunciata dal leader della Lega, Matteo Salvini.

“La sentenza amareggia perché evidenzia il profondo distacco tra la rigidità della legge e la drammatica realtà psicologica della vittima”, ha affermato Fontana. Secondo il governatore, il codice penale applica regole geometriche sul calcolo del pericolo, ignorando lo stato di terrore e il trauma profondo di chi ha subito ripetuti attacchi. “Inquadrare quei concitati secondi come una lucida vendetta, anziché come il tragico culmine di una minaccia subita, trasforma una vittima traumatizzata nel colpevole da punire”, ha aggiunto.

Il fatto di cronaca

Il 28 aprile 2021, a Gallo di Grinzane Cavour (Cuneo), Roggero e la sua famiglia furono vittime di un violento assalto da parte di tre rapinatori armati di coltello e di una pistola giocattolo. Durante la rapina, i malviventi minacciarono e legarono la moglie e la figlia del gioielliere, portando via gioielli e contanti. Dopo il colpo, Roggero, armato di revolver, inseguì i rapinatori e aprì il fuoco, uccidendo Giuseppe Mazzarino (68 anni) e Andrea Spinelli (44 anni), mentre il terzo complice, Alessandro Modica, rimase ferito ma riuscì a fuggire.

La ricostruzione balistica e i filmati di sorveglianza hanno dimostrato che gli spari furono esplosi quando la rapina era già consumata e i banditi stavano fuggendo, escludendo così la minaccia immediata alla vita di Roggero. La Corte di Cassazione ha rigettato la tesi della legittima difesa, confermando la condanna per duplice omicidio volontario e tentato omicidio.