Nessun passo indietro sui concerti all’ippodromo La Maura. Il presidente di Assoconcerti, Bruno Sconocchia, ha difeso l’organizzazione e respinto le critiche sulla sicurezza e sull’idoneità della venue dopo il concerto di Bad Bunny di sabato 18 luglio, interrotto da una violenta grandinata.
Interpellato dall’Adnkronos, Sconocchia ha affermato che l’evacuazione degli spettatori, avvenuta in 50 minuti, ha rappresentato uno “stress test” superato con successo, frutto di un anno di pianificazione condivisa con istituzioni e forze dell’ordine. Pur riconoscendo la necessità di migliorare l’esperienza del pubblico, ha definito “polemiche sterili” le richieste di escludere La Maura dai grandi eventi, ribadendo che Milano deve continuare a essere una delle principali tappe dei tour internazionali.
Ecco perché il piano ha funzionato
Alla domanda su quali siano gli elementi concreti che dimostrano il buon funzionamento del piano di sicurezza attivato sabato sera, Sconocchia ha ribaltato la prospettiva: “Mi verrebbe da fare la domanda opposta. Sembra che tutti i dati lo dimostrino. Tutti hanno diritto a muovere critiche, ma comincio a essere stanco della superficialità con cui vengono trattati argomenti importanti. La critica è utile, significa analizzare e proporre soluzioni. Il resto è chiacchiericcio, polemica che non serve a niente”.
Secondo Sconocchia, anche il dibattito sui social non ha contribuito a un confronto costruttivo. “Tutti parlano senza dati, cavalcando la polemica per ottenere like, mantenendo un livello di superficialità preoccupante. È polemica fine a sé stessa. La domanda va ribaltata: cosa dicono i dati?”
Il pubblico ama questi concerti
Sconocchia ha aggiunto: “Centinaia di migliaia di persone fanno la corsa per accaparrarsi il biglietto per i grandi eventi. Ho rispetto per il pubblico, che deve essere garantito in sicurezza e poter godere dell’evento. Non si può giudicare quel pubblico come un popolo di mentecatti. Questa è una tendenza che si ripete da anni in tutto il mondo. Chi autorizza qualcun altro a parlare a nome del pubblico? La gente dimostra di gradire questi eventi, sono momenti di incontro e festa collettiva. Le critiche non riguardano i 50 minuti di concerto ascoltati o il fatto che il luogo sia inadatto. La gente non chiede il rimborso del biglietto, ma di assistere al concerto.”
Una pianificazione che richiede mesi di lavoro. “Stiamo già lavorando all’estate del 2027 insieme al Comune. L’estate 2026 è stata pianificata un anno fa con prefettura, questura, vigili del fuoco e altre istituzioni, basandoci su dati oggettivi, non su opinioni raccolte per strada. Su quei dati costruiamo i piani per parcheggi, accessi e emergenze. Questi piani normalmente non vengono attuati, ma stavolta hanno funzionato.” L’episodio ha riacceso le polemiche sull’idoneità dell’ippodromo La Maura a ospitare eventi da quasi 80mila persone, ma Sconocchia ribadisce: “È stato uno stress test che ha dimostrato che il piano funziona e il luogo è adatto. Non è successo niente. Alle undici non c’era più nessuno per le strade, era tutto sgombero, nessuno si è fatto male. Mi dispiace per chi si è preso la grandinata, ma è stata la dimostrazione che il luogo è adatto e i piani di sicurezza hanno funzionato. Qualcuno dovrebbe dimostrare il contrario.”