Voto fiscale

California, il referendum boccia la patrimoniale sui miliardari

La Proposta 40 prevedeva un prelievo una tantum del 5% destinato alle cure pubbliche

California, il referendum boccia la patrimoniale sui miliardari

In California, Stato tradizionalmente vicino alla sinistra americana, gli elettori hanno respinto la Proposta 40, che prevedeva una tassa straordinaria sul patrimonio dei miliardari residenti. Secondo i risultati non ancora definitivi del referendum del 3 novembre, il 54% dei votanti si è espresso contro la misura, mentre il 46% l’ha sostenuta.

Il provvedimento, appoggiato dagli economisti Gabriel Zucman ed Emmanuel Saez e dal senatore Bernie Sanders, avrebbe introdotto un prelievo una tantum del 5% sui patrimoni di circa 200 miliardari residenti nello Stato al 1° gennaio 2026. I promotori stimavano entrate fino a 100 miliardi di dollari, da destinare al finanziamento della sanità. Contrario anche il governatore democratico Gavin Newsom, che aveva manifestato il timore di una fuga dei contribuenti più facoltosi e della conseguente perdita di gettito futuro.

Le partenze dei grandi patrimoni

Il voto si inserisce in un confronto sulla tassazione dei redditi elevati che in California prosegue da anni. Lo Stato applica un’aliquota massima sul reddito del 13,3%, mentre Texas e Florida non prevedono un’imposta statale sul reddito. Tra i casi più noti c’è quello di Elon Musk, trasferitosi in Texas nel 2020 insieme a una parte delle sue aziende.

Secondo il testo, la discussione sulla nuova imposta avrebbe accelerato altri trasferimenti. Tra le persone citate figurano i fondatori di Google Larry Page e Sergey Brin e l’investitore Peter Thiel. Uno studio degli economisti Benjamin Jaros e Joshua Rauh, pubblicato a ottobre, sostiene che sette miliardari, con un patrimonio complessivo di circa 540 miliardi di dollari, pari a quasi il 30% della base imponibile considerata, avessero già lasciato la California o avviato il trasferimento.

Le stime sul gettito

Tenendo conto delle partenze e dei possibili contenziosi, le entrate effettive della misura sarebbero state comprese, secondo le stime citate, tra 28 e 36 miliardi di dollari, quindi molto al di sotto delle previsioni iniziali. Il trasferimento dei miliardari avrebbe inoltre ridotto il gettito dell’imposta sul reddito, con una perdita stimata tra 1 e 3,5 miliardi di dollari all’anno.

Le simulazioni richiamate nel testo indicano che, se le minori entrate si fossero protratte nel tempo, il saldo complessivo per lo Stato avrebbe potuto risultare negativo fino a 38,9 miliardi di dollari. Lo stesso scenario sarebbe emerso nell’85% delle simulazioni considerate dallo studio.

Nel dibattito sono stati citati anche alcuni precedenti europei. In Francia, dopo l’annuncio dell’aliquota del 75%, gli espatri delle persone con redditi superiori a 300.000 euro sarebbero aumentati del 46% nel 2013. In Norvegia, l’incremento dell’imposta patrimoniale all’1,1% avrebbe coinciso con la partenza di 515 persone con oltre 10 milioni di corone tra il 2022 e il 2023. Nel Regno Unito, infine, la rimozione di agevolazioni per i contribuenti stranieri più ricchi è associata a una previsione di perdita netta di 16.500 milionari nel 2025.

La bocciatura della Proposta 40 interrompe per ora il progetto di introdurre la patrimoniale, ma il confronto sulle conseguenze delle politiche fiscali rivolte ai grandi patrimoni resta aperto. Il caso californiano mostra, secondo le analisi riportate, come i contribuenti più facoltosi possano spostare la propria residenza in altri Stati americani, lasciando le aziende sul territorio ma trasferendo altrove una parte delle imposte personali.