Una donna invalida al 100%, costretta a utilizzare una sedia a rotelle, vive in una casa popolare in via Gola, al civico 23, priva di ascensore. Da quattro anni ha richiesto un cambio di alloggio ad Aler, ma la sua situazione non è ancora stata risolta. La mancanza di un ascensore rende estremamente difficoltosi gli spostamenti quotidiani e la fruizione dell’abitazione stessa.
Il caso è stato portato all’attenzione della Regione Lombardia dal capogruppo del Movimento 5 Stelle, Nicola Di Marco, che ha chiesto chiarimenti ad Aler riguardo le tempistiche per il cambio alloggio. Di Marco ha sottolineato l’urgenza della situazione, evidenziando come la condizione della donna rappresenti un caso tipico in cui è previsto un cambio di alloggio.
Disabilità e barriere architettoniche
“Parliamo di una persona con disabilità grave”, ha dichiarato Di Marco. “È inaccettabile che nel 2026 l’edilizia pubblica regionale tenga ancora in ‘ostaggio’ persone con disabilità, costrette a vivere tra barriere architettoniche e immobilismo burocratico”. La lettera inviata ad Aler richiede non solo informazioni sullo stato della pratica, ma anche se siano state valutate soluzioni come l’installazione di un ascensore o altri interventi per eliminare le barriere architettoniche.
Di Marco ha concluso affermando che questa situazione è un’ulteriore conferma dell’incapacità di Regione Lombardia e Aler di garantire il diritto fondamentale a una casa dignitosa, specialmente per le persone più fragili. La questione solleva interrogativi sulla gestione delle abitazioni popolari e sull’attenzione verso le esigenze delle persone con disabilità.