Chi possiede un’auto o una moto potrebbe dover disporre di un domicilio digitale per completare alcune operazioni legate al proprio veicolo. La novità è contenuta nei materiali di lavoro del nuovo Codice della strada inviati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti alle associazioni e agli operatori del settore.
La misura non è ancora definitiva. Il testo base è infatti sottoposto a una consultazione avviata dal Mit con oltre cento operatori e associazioni. L’eventuale obbligo rientrerebbe quindi in un percorso di revisione delle regole sulla circolazione e sulla gestione amministrativa di auto e moto.
Le operazioni interessate
Secondo la proposta, il domicilio digitale sarebbe necessario per portare a termine alcune procedure considerate fondamentali per i veicoli. Tra queste rientrerebbero l’immatricolazione, la revisione e la vendita di auto e moto.
Il cambiamento riguarderebbe formalmente il domicilio digitale, vale a dire un indirizzo elettronico certificato registrato nell’Indice nazionale dei domicili digitali, l’Inad. Per la maggior parte dei cittadini, nella pratica, questo significherebbe avere una casella di posta elettronica certificata e associarla al proprio codice fiscale nell’indice pubblico.
La consultazione sul nuovo Codice
La previsione emerge dai documenti di lavoro trasmessi dal Mit alle realtà interessate. Il confronto con associazioni e operatori dovrà servire a esaminare il contenuto del testo base e le conseguenze delle modifiche ipotizzate prima di un’eventuale approvazione.
Al momento, dunque, il possesso di una Pec non viene indicato nel testo fornito come un obbligo già entrato in vigore per tutti i proprietari di auto e moto. Si tratta di una misura allo studio, collegata alle procedure amministrative dei veicoli e alla registrazione del domicilio digitale nell’Inad.