Il passaggio dall’ora legale a quella solare è previsto nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026. Alle 3 le lancette dovranno essere spostate indietro di un’ora, tornando alle 2. Il cambiamento consentirà di dormire un’ora in più, ma porterà anche a un anticipo del buio nelle ore serali.
Cosa cambia con il ritorno all’ora solare
Con il nuovo assetto farà giorno prima al mattino, mentre la luce naturale diminuirà prima nel pomeriggio e in serata. Le ore di luce continueranno progressivamente a ridursi fino al solstizio d’inverno del 21 dicembre 2026, quando si raggiungerà il momento dell’anno con la minore durata del giorno.
L’ora solare resterà in vigore fino all’ultimo fine settimana di marzo 2027. Nella notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo, che coinciderà con la domenica di Pasqua, le lancette verranno spostate un’ora avanti per il ritorno all’ora legale.
Il confronto sull’abolizione
L’alternanza tra i due sistemi è stata introdotta in Italia nel 1966. Negli ultimi anni il tema è tornato al centro del dibattito, in Italia e nell’Unione europea, con l’ipotesi di eliminare il cambio stagionale e mantenere stabilmente uno dei due orari.
Lo scorso marzo la Camera dei deputati ha avviato un’indagine conoscitiva sulla possibilità di rendere permanente l’ora legale. Al momento, tuttavia, non sono state assunte decisioni definitive e il sistema del doppio orario resta in vigore.
Secondo i dati ufficiali di Terna, tra il 2004 e il 2025 l’ora legale avrebbe consentito in Italia un risparmio complessivo superiore a 12 miliardi di kWh, pari a circa 2,3 miliardi di euro. A livello europeo, la proposta presentata dalla Commissione nel 2018 per abolire il cambio stagionale non ha ancora raggiunto una conclusione.