Quattro mesi dopo il licenziamento di 5 giornalisti e l’interruzione di diverse collaborazioni precarie, il Cdr di Citynews esprime preoccupazione per la situazione occupazionale all’interno dell’azienda, che edita 56 testate giornalistiche in Italia e il portale Today.it. Nonostante l’apertura di uno stato di agitazione e uno sciopero di due giorni, l’azienda non ha revocato i licenziamenti, giustificandoli con la cattiva congiuntura economica e bilanci in perdita.
Il Cdr contesta le modalità di licenziamento, avvenute senza preavviso e senza comunicazione preventiva al sindacato, contravvenendo alle procedure previste dal contratto Uspi-Cisal. Inoltre, non sono stati chiariti i criteri di selezione dei giornalisti licenziati, con Citynews che ha dichiarato che tali informazioni non possono essere divulgate per via delle cause legali in corso.
Preoccupazioni per il futuro
Il Cdr ha anche evidenziato che, nonostante la crisi, nel 2025 l’azienda ha effettuato nuove assunzioni. Le rassicurazioni fornite da Citynews riguardo l’assenza di collegamenti tra assunzioni e licenziamenti non hanno dissipato i dubbi sul possibile ricorso a contratti meno onerosi per ridurre i costi del personale.
I lavoratori sono inoltre preoccupati per una multa dell’Inps di circa 4,5 milioni di euro, relativa a contestazioni sulla differenza di contribuzione tra i contratti applicati. Se il contenzioso dovesse risultare a favore dell’Inps, potrebbero esserci ulteriori misure di contenimento dei costi.
Stato di agitazione e futuro incerto
Il Cdr ha raccolto segnalazioni sulle difficoltà organizzative dovute al sottodimensionamento delle redazioni. Inoltre, il contratto Uspi-Figec Cisal è scaduto da tempo e non ci sono segnali di trattative per il rinnovo. Nonostante alcuni miglioramenti economici, gli stipendi non sono considerati adeguati rispetto all’impegno richiesto ai giornalisti.
Citynews ha promesso di non ripetere le modalità di licenziamento del passato e di aprire a una maggiore concertazione. Tuttavia, il Cdr ha deciso di mantenere lo stato di agitazione, pronto a valutare nuove mobilitazioni in base agli sviluppi futuri.