Cinque agenti della polizia locale di Milano, arrestati di recente, hanno presentato la loro difesa dinanzi al giudice per le indagini preliminari Elio Sparacino. Durante l’interrogatorio, avvenuto il 7 agosto presso il carcere di San Vittore, hanno categoricamente negato di aver sottratto 1.450 euro a un pusher fermato il 16 luglio.
La linea difensiva degli indagati, tra cui Mattia Rignanese, Denni Dileo, Vincenzo Compagnone, Rosario Piscopo e Ilenja Sabato, è chiara: “Non abbiamo preso i soldi”, hanno dichiarato. L’operazione che ha portato agli arresti è stata condotta giovedì scorso, con accuse di peculato, arresto illegale e falso ideologico.
Richiesta di domiciliari
I legali, tra cui Sussana Ruta Marangoni e Giovanni Briola, hanno dichiarato che la loro assistita ha chiarito la sua posizione e hanno richiesto che gli arrestati possano scontare la misura in domiciliari, poiché sono incensurati. Le difese attendono fiduciose un’ordinanza che possa confermare questa richiesta, rammentando che il pubblico ministero Giovanni Tarzia ha richiesto la detenzione in carcere, additando rischi di reiterazione del reato e inquinamento probatorio.
Indagini in corso
Le indagini non si fermano ai fatti contestati: gli inquirenti stanno esaminando anche altri interventi effettuati dagli agenti negli ultimi mesi, alla ricerca di possibili complicità e di informazioni utili che possano emergere dai loro telefoni. La situazione rimane quindi sotto stretta osservazione mentre gli arrestati attendono l’esito della loro richiesta di libertà.