La trasformazione dell’ex Villaggio Olimpico di Milano in uno studentato ha consentito di ospitare, nel giro di pochi mesi, i primi universitari, molti dei quali arrivati dall’estero. Le camere sono state adattate alle nuove esigenze e gli edifici dispongono di spazi comuni, cucine condivise, aree sportive e ambienti destinati alla socialità. Le prime impressioni degli studenti, secondo quanto riportato nell’articolo, sono in larga parte positive. Le principali difficoltà emergono però all’esterno della struttura, dove il quartiere appare ancora privo di diversi servizi essenziali.
Attorno alle residenze restano recinzioni provvisorie, reti da cantiere e aree non completate. I percorsi pedonali e gli spazi aperti non restituiscono ancora l’immagine di un quartiere pienamente consegnato, ma quella di un’area in trasformazione. Una situazione che può risultare particolarmente straniante per gli universitari arrivati a Milano da altri Paesi e chiamati a inserirsi rapidamente in un nuovo contesto abitativo.
Un insediamento ancora poco aperto
Un altro elemento segnalato riguarda l’accessibilità. All’ingresso è presente un checkpoint presidiato e l’accesso è consentito ai residenti o alle persone autorizzate. Di conseguenza, chi non vive nello studentato non può attraversare liberamente le piazze o utilizzare gli spazi dell’insediamento per una passeggiata. Il progetto, presentato come un nuovo pezzo di città, appare così ancora separato dal resto del quartiere e percepito come un’area privata.
Nei locali commerciali ai piani terra non risultano ancora attivi bar, ristoranti o altri esercizi destinati alla vita quotidiana. La mancanza di attività di vicinato costringe i circa 1.700 studenti a spostarsi nei quartieri circostanti anche per acquistare beni di prima necessità. La conseguenza più visibile è il ricorso frequente alle piattaforme di consegna a domicilio: i rider arrivano davanti all’ingresso di via Lorenzini e gli studenti scendono al checkpoint per ritirare gli ordini.
Oltre ai locali per mangiare, vengono indicati come assenti o insufficienti anche lavanderie, farmacie, negozi alimentari e altri punti utili per la gestione ordinaria della vita fuori casa. La distanza dai servizi obbliga molti giovani, spesso privi di automobile, a percorrere quotidianamente le strade della zona. Tra le destinazioni più frequentate viene citato il supermercato Esselunga di via Ripamonti, raggiunto anche per fare scorte di acqua e generi alimentari.
Mobilità e illuminazione da adeguare
Le criticità riguardano anche la sicurezza stradale. Via Lorenzini conserva una carreggiata ampia e un’impostazione legata al passato industriale dell’area, con pochi strumenti per rallentare i veicoli. Nel frattempo, lungo la strada si muovono centinaia di ragazze e ragazzi in bicicletta e monopattino. L’articolo evidenzia l’assenza di attraversamenti rialzati, dossi e percorsi ciclabili adeguati per collegare lo studentato al centro e alla stazione della metropolitana, non vicina.
Viene contestata infine l’illuminazione nelle ore serali. I lampioni sembrano concentrarsi sulla carreggiata, lasciando in ombra alcuni tratti dei percorsi pedonali e del marciapiede davanti alle residenze. Il problema, sottolinea l’analisi, potrebbe diventare più rilevante con l’arrivo dell’autunno, quando le giornate saranno più brevi, il buio calerà nel tardo pomeriggio e aumenteranno pioggia e spostamenti serali.
Il nuovo insediamento dispone quindi di strutture abitative moderne e di spazi interni apprezzati dagli universitari, ma il contesto esterno non è ancora all’altezza delle esigenze di una popolazione giovane e internazionale. L’adeguamento dell’area dovrebbe riguardare il completamento degli spazi pubblici, l’apertura di attività commerciali, la mobilità ciclabile e la sicurezza dei percorsi nelle ore notturne.