Verde pubblico, mobilità, qualità della vita e impatto ambientale sono al centro della nuova mobilitazione promossa da una parte dei cittadini contrari alla costruzione del nuovo stadio nell’area di San Siro. L’iniziativa riguarda il futuro dei quartieri interessati dal progetto e la salvaguardia delle aree verdi, oltre alle possibili conseguenze sulla salute e sulle risorse della comunità.
Il presidio tra La Maura e il Parco dei capitani
L’appuntamento è fissato per sabato 19 settembre alle 15 davanti all’Ippodromo La Maura. Da qui i partecipanti raggiungeranno il Parco dei capitani, indicato come l’area in cui dovrebbe sorgere il nuovo impianto. Gli organizzatori invitano a portare fogli, manifesti, cartelli, colori e pennarelli per lasciare messaggi sulla recinzione del parco.
L’iniziativa è stata annunciata dal consigliere comunale Enrico Fedrighini, che ha collegato la mobilitazione alla ripresa della valutazione ambientale e sanitaria relativa al progetto Meazza. Secondo quanto riferito nella newsletter dell’esponente politico, sul piano sarebbero inoltre aperte diverse inchieste e resterebbe in corso il contenzioso riguardante la vendita e la trasformazione delle aree ippiche di Trenno e La Maura.
Le richieste all’amministrazione comunale
La contestazione riguarda anche il rapporto tra il progetto del nuovo stadio e il futuro delle aree ippiche. Fedrighini sostiene che le due vicende si siano sviluppate parallelamente e chiede all’amministrazione comunale di intervenire a tutela dell’interesse pubblico. Tra le richieste indicate figurano la ristrutturazione del Meazza, la salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini e una valutazione attenta delle risorse coinvolte.
La recinzione del Parco dei capitani dovrebbe diventare, nelle intenzioni dei promotori, uno spazio per raccogliere messaggi sulla tutela del bene comune. La manifestazione è stata presentata anche come un modo per ricordare i cento anni del Meazza, con riferimento al periodo compreso tra il 19 settembre 1926 e il 19 settembre 2026. Il presidio, nelle intenzioni degli organizzatori, si svolgerà in modo civile ma fermo per ribadire la contrarietà a una trasformazione dell’area ritenuta incompatibile con la tutela del territorio.