Indagini aperte

Rogo al Vigentino, morta un’84enne: i sospetti su un 52enne

La Procura valuta l’ipotesi dolosa dopo minacce, bidoni incendiati e accertamenti sull’uso di benzina.

Rogo al Vigentino, morta un’84enne: i sospetti su un 52enne

Rosalba Persico, 84 anni, è morta nell’incendio divampato nel suo appartamento all’interno di una palazzina popolare di via Piero Bottoni, al Vigentino, a Milano. Il rogo, secondo i primi accertamenti, potrebbe essere stato appiccato volontariamente. La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta contro ignoti e gli investigatori stanno verificando il possibile coinvolgimento di un residente di 52 anni, da tempo al centro delle tensioni nel condominio.

L’anziana, che aveva problemi fisici legati all’età, stava dormendo quando le fiamme hanno invaso l’abitazione. Secondo quanto riferito dagli altri residenti, era solita lasciare la porta di casa aperta per permettere ai vicini di aiutarla in caso di necessità. Questa abitudine potrebbe aver facilitato l’accesso all’appartamento da parte della persona che avrebbe appiccato l’incendio.

Le tensioni nel condominio

Prima del rogo, il 52enne avrebbe rivolto più volte minacce agli altri inquilini, arrivando a pronunciare frasi come brucerò tutti. Tra gli episodi già segnalati agli investigatori c’è anche quello dell’11 ottobre, quando l’uomo avrebbe dato fuoco ad alcuni bidoni. Nei mesi precedenti sarebbero inoltre intervenute più volte le forze dell’ordine, dopo chiamate al 112 legate a sfuriate e a comportamenti descritti dai residenti come caratterizzati da presunti deliri di persecuzione.

L’uomo, che avrebbe precedenti per droga e aggressioni ai familiari, è sottoposto alla sorveglianza speciale. Durante l’evacuazione dello stabile, disposta da poliziotti e vigili del fuoco per mettere in sicurezza gli abitanti, alcuni residenti lo avrebbero bloccato, ritenendolo responsabile dell’incendio, e lo avrebbero consegnato agli agenti. Il 52enne è stato trattenuto per diverse ore in questura.

Gli accertamenti sul rogo

Il sopralluogo svolto dagli specialisti del Nucleo investigativo antincendi dei vigili del fuoco di Milano avrebbe indicato l’origine dolosa dell’incendio. Le fiamme sarebbero partite dall’abitazione dell’84enne e tra gli elementi analizzati c’è la possibile presenza di una sostanza accelerante, probabilmente benzina, che sarebbe stata sparsa nella sala per favorire la propagazione del fuoco. Gli accertamenti tecnici dovranno ora chiarire la dinamica e individuare eventuali responsabilità.

Il giorno successivo al rogo, il 52enne è tornato nel condominio. La notte precedente lui, la madre e il fratello erano stati sistemati in albergo, anche per evitare il suo rientro nello stabile e tutelare i familiari. Al ritorno, l’uomo avrebbe chiamato il 112 dichiarando di volersi togliere la vita. Una volante della polizia lo ha accompagnato al reparto di psichiatria dell’ospedale San Paolo, dove si troverebbe ancora sotto osservazione. Al momento, l’inchiesta resta formalmente a carico di ignoti.