La presentazione del progetto del nuovo impianto di Inter e Milan non chiude il percorso per la trasformazione dell’area di San Siro. Il piano prevede la costruzione del Generali Stadium accanto all’attuale Giuseppe Meazza, destinato a essere demolito. Prima dell’avvio dei lavori, indicato per l’estate del 2027, restano però aperti il contenzioso amministrativo sulla vendita dello stadio e dei terreni circostanti e l’inchiesta della Procura di Milano.
Il contenzioso amministrativo
Il Tribunale amministrativo regionale della Lombardia, nell’udienza del 23 giugno, ha bocciato i cinque ricorsi presentati tra il 2019 e il 2025 contro la cessione dello stadio Meazza e della Grande funzione urbana San Siro alle proprietà dei due club. Quattro ricorsi sono stati dichiarati inammissibili, mentre uno è stato respinto nel merito.
I ricorsi delle associazioni, tra cui Gruppo Verde San Siro, Comitato Coordinamento San Siro, Generazioni Future Milano-Movimento per i beni comuni, Comitato Sì Meazza e Rete dei comitati, non sono stati esaminati nel merito perché, secondo i giudici, vi sarebbe incertezza assoluta sull’identità delle persone che li hanno presentati e sottoscritti. Il ricorso respinto nel merito è invece quello di Enrico Fedrighini, consigliere comunale del Gruppo misto. Per il Tar non sarebbe stata dimostrata una violazione delle norme regolamentari nella vendita dell’area.
Il contenzioso proseguirà davanti al Consiglio di Stato, che ha fissato al 4 maggio 2027 l’udienza sulle delibere alla base della cessione. Fedrighini ha sostenuto la necessità di intervenire sulla Valutazione ambientale strategica, chiedendo che il progetto comprenda anche una Valutazione di impatto sanitario. L’obiettivo indicato è esaminare, tra gli altri aspetti, i rischi legati alle polveri che potrebbero essere prodotte dalla demolizione del Meazza.
L’indagine della Procura
Parallelamente, la Procura di Milano deve ancora chiudere l’indagine per turbativa d’asta e rivelazione di segreti d’ufficio. L’ipotesi degli inquirenti è che, dal 2019 fino all’avviso pubblico del 24 marzo 2025, il Comune abbia predisposto i passaggi della procedura in modo da favorire Inter e Milan e scoraggiare eventuali altri offerenti.
Nell’inchiesta sono indagate nove persone, tra cui Christian Malangone, direttore generale del Comune di Milano. Secondo la ricostruzione della Procura, ci sarebbero state interlocuzioni informali e scambi di informazioni ritenuti non trasparenti e indebiti. Alcuni dirigenti comunali avrebbero inoltre anticipato ai rappresentanti dei club bozze di delibere e altra documentazione, successivamente modificata anche sulla base delle loro indicazioni.
Gli sviluppi dei due procedimenti potrebbero incidere sul calendario dell’operazione. L’inaugurazione del nuovo impianto è attesa per la stagione 2031-2032, in tempo per gli Europei del 2032, e un eventuale rallentamento potrebbe far slittare l’avvio dei lavori. La delibera approvata dalla Giunta il 17 settembre 2025 prevede inoltre un meccanismo di tutela: se un’indagine avviata nei nove mesi successivi alla firma del contratto impedisse di rispettare i tempi concordati, le parti dovrebbero incontrarsi per valutare come salvaguardare il progetto, fino all’eventuale risoluzione consensuale.