Analisi meteorologica

Grandine e supercelle, perché i temporali sono stati così violenti

Il calore accumulato ha alimentato celle temporalesche capaci di provocare danni estesi in Lombardia.

Grandine e supercelle, perché i temporali sono stati così violenti

Carrozzerie ammaccate, parabrezza sfondati, pannelli solari distrutti e tetti scoperchiati. È il bilancio dei danni provocati dal maltempo che ha colpito la Lombardia nella giornata di venerdì 28 agosto, con particolare intensità nel Milanese. Tra i fenomeni più rilevanti ci sono stati temporali violenti e grandinate con chicchi grossi anche come mandarini.

All’origine degli eventi non c’è un solo fattore. Secondo la spiegazione fornita da Francesco Nucera, meteorologo di 3Bmeteo, le configurazioni atmosferiche in grado di portare temperature molto elevate sul Mediterraneo sono sempre esistite. A essere cambiato è soprattutto il contesto climatico nel quale queste configurazioni si sviluppano.

Il ruolo del caldo

Il punto di partenza, ha spiegato l’esperto, è oggi un clima più caldo rispetto al passato. Anche le masse d’aria che raggiungono le nostre latitudini possono quindi presentare valori termici più elevati. Quando la circolazione atmosferica assume caratteristiche favorevoli, aumenta la possibilità che si verifichino condizioni estreme di caldo.

Il caldo, tuttavia, non determina automaticamente temporali più intensi. Perché si sviluppino fenomeni violenti sono necessarie condizioni atmosferiche specifiche, come l’incontro tra masse d’aria differenti. È lungo queste zone di contrasto che, secondo Nucera, al Nord si sono formati temporali organizzati, supercelle e grandinate di grosse dimensioni.

Le aree colpite

Un’atmosfera più calda può contenere una maggiore quantità di vapore acqueo e, quando la configurazione lo consente, mettere a disposizione dei temporali una grande quantità di energia. Questo contribuisce a spiegare la forza dei fenomeni osservati, pur senza stabilire un rapporto automatico tra temperature elevate e intensità delle precipitazioni.

I temporali si sono manifestati in due momenti distinti. I primi, arrivati nella mattinata prima dell’alba, hanno interessato soprattutto l’Altomilanese, per poi spostarsi verso la Brianza e il Bresciano. Nel pomeriggio una seconda fase temporalesca ha colpito l’hinterland orientale, proseguendo successivamente verso Cremona.

Proprio Cremona è risultata la città più colpita dagli eventi pomeridiani. Nel Milanese, invece, i danni hanno riguardato soprattutto veicoli, abitazioni e impianti esposti alla grandine e alle raffiche associate ai temporali. La sequenza dei fenomeni ha mostrato gli effetti della presenza contemporanea di aria molto calda e di condizioni favorevoli allo sviluppo di celle temporalesche intense.