A Milano i valori degli immobili sono aumentati del 149 per cento dal 1998 a oggi. È la rivalutazione più elevata tra le grandi città italiane secondo i dati elaborati dall’ufficio studi del gruppo Tecnocasa. Alle spalle del capoluogo lombardo si collocano Firenze, con una crescita del 91 per cento, e Napoli, con il 90,4 per cento.
Investimenti in lieve calo
Nella seconda parte del 2025, gli acquisti effettuati nelle grandi città con finalità di investimento hanno rappresentato il 17,9 per cento del totale delle compravendite. Il dato è in leggero calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando la quota si era attestata intorno al 18,4 per cento.
La contrazione viene ricondotta alla riduzione del ricorso agli affitti brevi nei principali centri urbani. Negli anni scorsi, infatti, questo modello aveva spinto numerosi risparmiatori ad acquistare immobili da destinare alla locazione. L’analisi considera esclusivamente gli affitti a lungo termine e quelli non stagionali, escludendo quindi le locazioni legate a periodi specifici dell’anno.
Le differenze tra le città
Nonostante il rallentamento delle compravendite per investimento, l’acquisto di un’abitazione da affittare continua a essere valutato dai risparmiatori. Per un bilocale di 65 metri quadrati nelle grandi città, il rendimento annuo medio da locazione è pari a circa 5,7 per cento. I valori più alti vengono registrati a Genova, con il 7,4 per cento, a Palermo, con il 7,3 per cento, e a Verona, con il 6,6 per cento.
Milano presenta invece un rendimento medio del 4,4 per cento. Il dato riflette il rapporto tra i canoni di affitto e i prezzi di acquisto, che nel capoluogo lombardo hanno registrato nel tempo una crescita particolarmente marcata rispetto alle altre grandi città italiane.
Secondo l’analisi, chi sceglie di investire nel settore immobiliare considera due elementi principali: i canoni ottenibili dalla locazione e la possibile rivalutazione del capitale nel tempo. Le preferenze si concentrano soprattutto sulle zone con università, sui quartieri vicini ai servizi e sulle aree interessate da interventi di riqualificazione urbanistica. La rilevanza della prossimità ai servizi, sottolinea lo studio, è aumentata dopo i periodi di lockdown.