La candidatura ufficiale a sindaco di Milano non è ancora stata annunciata, ma l’intervento di Mario Calabresi alla Festa dell’Unità ha delineato con chiarezza il profilo politico con cui potrebbe presentarsi alle primarie del centrosinistra. «Non c’è fretta, le elezioni sono a maggio. Bisogna fare le cose con tranquillità», ha detto il giornalista e scrittore, lasciando però emergere un programma di idee per la città del dopo-Sala.
Il suo esordio pubblico dopo l’addio alla guida di Chora Media è avvenuto sul palco di via Oglio, in un dialogo dedicato agli invisibili insieme a don Luigi Ciotti, fondatore di Libera. Il campo da calcetto che ospita il palco centrale della manifestazione era gremito: tra il pubblico c’erano dirigenti e attivisti del Partito democratico milanese, assessori e consiglieri comunali, ma anche rappresentanti di Avs e Più Europa, interessati a conoscere le posizioni di Calabresi sulla città.
Il modello di sviluppo e il welfare
Al centro del discorso c’è stata la critica alla rappresentazione più patinata del capoluogo lombardo. «Milano non è solo grattacieli e vetrine», è stato il senso dell’intervento: la città, secondo Calabresi, deve tornare a essere considerata soprattutto una comunità di persone. La politica dovrebbe quindi «abbassare lo sguardo» e occuparsi ogni giorno di chi ha meno strumenti per farsi ascoltare.
Calabresi ha rivendicato la propria appartenenza al centrosinistra e ha difeso il lavoro delle amministrazioni guidate da Giuliano Pisapia e Giuseppe Sala. Ha definito un esempio per il Paese le politiche di welfare e assistenza realizzate negli ultimi quindici anni, ringraziando anche gli assessori Majorino, Bertolè, Scavuzzo e Rabaiotti, che si sono succeduti nella delega al welfare. L’obiettivo, ha spiegato, è cambiare e innovare senza rinunciare a ciò che ha funzionato.
Giovani e sicurezza
Un passaggio rilevante è stato dedicato alla condizione dei giovani, molti dei quali si chiedono se potranno continuare a vivere e lavorare a Milano. Calabresi ha criticato un dibattito pubblico concentrato sugli arrivi dall’estero e poco attento alla generazione che lascia l’Italia e la città. Ha poi ricordato la partecipazione dei ragazzi alle mobilitazioni per il clima, per Gaza e sul referendum sulla giustizia, descrivendoli come una componente attiva e decisiva del futuro sociale.
Sulla sicurezza, tema da mesi al centro dello scontro politico milanese, Calabresi ha scelto una posizione non ideologica. Garantirla, ha sostenuto, non è un tabù ma un diritto fondamentale per la convivenza. Allo stesso tempo, ha collegato la sicurezza alla possibilità per i giovani di vivere nel Paese e di costruire il proprio futuro.
Intanto, nel centrosinistra si discute già di un possibile ticket con una vicesindaca espressione del Partito democratico. Tra i nomi considerati ci sono Elena Buscemi, presidente del Consiglio comunale, e Giulia Pelucchi, presidente del Municipio 8 e vicesegretaria del partito a Milano; è stata citata anche la deputata uscente Lia Quartapelle. Nessuna proclamazione ufficiale, dunque, ma un perimetro politico ormai riconoscibile: attenzione ai quartieri, welfare, giovani e continuità riformista.