Andrea Invernizzi, atleta milanese classe 1985, è tra i 100 concorrenti di Physical Italia: da 100 a 1, il format in arrivo su Netflix dall’11 settembre con due episodi alla settimana. I partecipanti, provenienti da discipline sportive differenti, si confrontano in una serie di prove nelle quali sono determinanti forza, agilità, resistenza e capacità mentale.
Alto 1,95 metri e con un peso di circa 156 chili, Invernizzi è campione italiano di Strongman, disciplina che combina potenza, velocità e resistenza. Gli atleti sono chiamati a sollevare pietre di grandi dimensioni, trascinare veicoli, trasportare strutture pesanti e affrontare stacchi con carichi elevati. Un’attività molto diversa dal semplice sollevamento pesi, perché richiede di adattarsi a prove fisiche differenti.
Dalla canoa ai vertici dello Strongman
Il percorso sportivo di Invernizzi è iniziato con la canoa, praticata fino al trasferimento a Taiwan. Qui l’incontro con un ex marine americano lo ha spinto a lavorare sempre di più sulla forza. In accordo con la moglie, ha quindi intrapreso il percorso nello Strongman, ritrovando anche la possibilità di gareggiare e viaggiare dopo aver lasciato la canoa.
Si è avvicinato alla disciplina nel 2016 e in pochi anni è diventato uno dei principali rappresentanti italiani. La consacrazione è arrivata nel 2022, con la conquista del titolo di Italian Strongest Man nella categoria regina. Nel 2023 ha ottenuto il quinto posto nella finale della Strongman Champions League, mentre nel 2024 ha vinto una tappa della competizione in Polonia. Nel 2025 è arrivato anche il successo al World’s Strongest Latino.
La sfida del programma e il ruolo della famiglia
Il confronto con atleti provenienti da discipline diverse ha messo Invernizzi davanti a difficoltà specifiche. La preparazione da Strongman gli ha permesso di raggiungere un alto livello di potenza, ma lo ha reso meno adatto alle prove basate su cardio, resistenza e rapporto tra peso e potenza. L’atleta ha raccontato che, quando pesava tra 160 e 165 chili, anche camminare poteva diventare complicato.
La partecipazione a Physical Italia è stata accettata anche pensando ai suoi tre figli, di 17, 9 e 7 anni. Invernizzi ha spiegato di voler lasciare loro una testimonianza del proprio percorso e dei valori legati allo sport estremo, dalla disciplina alla capacità di affrontare le difficoltà.
Nel racconto dell’atleta, un ruolo centrale è stato svolto dalla moglie, che per anni lo ha seguito nella preparazione. Durante il periodo più intenso della carriera arrivava a consumare 8.500 calorie al giorno, con i pasti preparati dalla compagna, impegnata anche nel caricare e scaricare i dischi durante gli allenamenti. Le assenze legate all’attività sportiva restano per Invernizzi un motivo di rammarico, ma il percorso viene descritto come un impegno condiviso dall’intera famiglia.