È morto a 87 anni Alcide Cerato, figura legata sia al ciclismo professionistico sia al settore delle pompe funebri. Dopo una breve carriera da atleta, Cerato aveva rilevato l’impresa funebre del suocero, trasformandola nella Impresa San Siro, diventata negli anni una realtà leader del comparto a Milano.
I funerali si terranno giovedì 27 agosto alle 11 nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. La camera ardente sarà aperta martedì e mercoledì, dalle 14 alle 18, presso la Casa funeraria San Siro di via Amantea 3.
Gli anni nel ciclismo
Nato a Legnaro, in provincia di Padova, nel 1939, Cerato fu professionista dal 1961 al 1964. In quel periodo partecipò due volte al Giro d’Italia e ottenne risultati di rilievo, tra cui il terzo posto al Giro di Lombardia nel 1962.
La carriera agonistica si interruppe nel 1964, dopo un infortunio riportato proprio durante il Giro di Lombardia. Terminata l’esperienza tra i professionisti, Cerato si dedicò all’attività imprenditoriale nel settore funerario, assumendo un ruolo di primo piano nel mercato milanese.
L’impegno per i giovani
Parallelamente alla gestione dell’impresa, continuò a occuparsi di ciclismo come dirigente di alcune società dilettantistiche. Nel corso di questa attività contribuì alla crescita di diversi talenti, tra cui Moreno Argentin, Pierangelo Bincoletto, Maurizio Bidinost, Roberto Bressan e Stefano Allocchio.
Il presidente della Federazione ciclistica italiana, Cordiano Dagnoni, ha ricordato Cerato anche sul piano personale. Dagnoni ha raccontato di aver corso per un anno nel suo Club Italia San Siro, insieme ad alcuni dei principali interpreti nazionali della pista di quel periodo, sottolineando il rapporto di amicizia e stima rimasto nel tempo.
Nel suo ricordo, il presidente federale ha espresso gratitudine per il contributo dato da Cerato al movimento ciclistico, mettendo in evidenza la passione, la competenza e l’esperienza con cui aveva sostenuto società e atleti.